21 Jun, 2026 - 12:45

Dazi, energia e investimenti: cosa rischia l'Italia dopo lo scontro tra Meloni e Trump 

Dazi, energia e investimenti: cosa rischia l'Italia dopo lo scontro tra Meloni e Trump 

Al momento lo strappo tra Giorgia Meloni e Donald Trump è solo politico e personale, ma il rischio – che Palazzo Chigi vuole scongiurare – è che presto si sposti sul piano commerciale e finanziario. 

Negli ultimi diciotto mesi, infatti, il leader americano ha dato prova in più di un'occasione di avere la tendenza di usare i dazi commerciali, come leva per gestire gli scontri politici, ponendo rivali e alleati sullo stesso piano.

A volte si è trattato solo di minacce, altre è passato alla via di fatto. E' accaduto con la Spagna di Pedro Sanchez quando quest'ultimo negò l'utilizzo delle basi Nato agli Usa per la guerra contro l'Iran.

E' accaduto con la Francia di Emmanuel Macron, a causa della web tax sulle Big-Tech con la minaccia di portare i dazi sul vino fino al 100%. Le misure sono state solo ipotizzate e non ancora applicate e al momento non si registrano iniziative analoghe per l'Italia.

Il timore comunque esiste soprattutto perché il nostro Paese è particolarmente esposto nei confronti degli Stati Uniti sia per quanto concerne il settore agroalimentare, sia per quello energetico, passando infine per gli investimenti e la difesa. 

Scontro Meloni-Trump: cosa si teme per il Made in Italy

Il settore più a rischio è sicuramente quello agroalimentare e vinicolo.

Il mercato americano è uno dei principali mercati extraeuropei per l'export italiano, il primo nel comparto vinicolo. Rappresenta oltre il 20% dell'export diretto fuori dall'area euro. 

I settori più esposti sarebbero senza dubbio l'agroalimentare e il vino, ma anche il comparto moda e lusso, fino alla meccanica specializzata e alla farmaceutica. 

Al momento i dazi imposti dagli Usa ai prodotti italiani sono quelli previsti per l'Ue, del 10% (25% su automobili e 50% su acciaio e alluminio) e non ci sono state al momento dichiarazioni di tenore opposto, ma i precedenti storici non consentono di escludere del tutto l'eventualità che Washington possa decidere di sostenere misure tariffarie più severe verso alcuni comparti italiani. 

Nell'ultimo anno, nonostante le tariffe doganali, l'export italiano verso i mercati statunitensi è aumentato del 7,2% (ISTAT) grazie a settori trainanti come la farmaceutica.

Cosa succederebbe se arrivassero nuovi dazi sul Made in Italy

L'imposizione di nuovi dazi, tuttavia, potrebbe avere un impatto pesantissimo, con una riduzione delle esportazioni, la perdita di quote di mercato a favore dei concorrenti e minori investimenti nelle filiere esportatrici con pesanti ripercussioni sulle aziende italiane.

Se lo scontro politico si dovesse spostare sul piano commerciale l'impatto potrebbe essere pesante soprattutto in termini di riduzione delle esportazioni e di perdita di quote di mercato e di miliardi di euro ogni anno. 

Nel 2025 il valore dell'export Usa è stato di 69,6 miliardi di euro. Un calo anche solo del 10% significherebbe circa 7 miliardi in meno per le nostre aziende. 

Naturalmente si tratta di ipotesi: al momento non esistono misure annunciate specificamente contro l'Italia. 

Il gas americano è strategico per l'Italia: il dossier che preoccupa  il governo

L'escalation delle tensioni tra Washington e Roma, inoltre, potrebbe avere ripercussioni anche su un altro dossier strategico: quello energetico.

E' proprio quest'ultimo a preoccupare maggiormente Palazzo Chigi, poiché dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e la sospensione dell'acquisto del gas russo, l'Italia ha progressivamente aumentato l'acquisto di gnl americano, arrivando al 45% del totale delle importazioni di gas liquefatto.

A preoccupare non sono i contratti a lungo termine, bensì quelli flessibili e a breve termine che risentono maggiormente della volatilità del mercato e delle scelte degli operatori economici. 

In un momento di forte crisi energetica a causa delle tensioni nel Golfo Persico per la guerra in Iran, il dossier assume un'importanza strategica per la sicurezza energetica italiana. Una diminuzione delle forniture rischierebbe di tradursi in un ulteriore aumento dei costi dell'energia per le famiglie e le imprese italiane. 

Cosa potrebbe cambiare per gli investimenti americani in Italia 

I timori riguardano, infine, anche gli investimenti americani in Italia e l'impatto che un deterioramento dei rapporti con il partner transatlantico potrebbe avere sul settore della difesa. 

Oggi sono numerose le imprese americane che investono in Italia e un peggioramento dei rapporti diplomatici potrebbe influire sulla decisione di investire in Italia, prediligendo altri Paesi europei e rallentando nuovi investimenti. 

Tra i comparti che potrebbero risentire maggiormente del cambiamento di scenario c'è l'industria della difesa, profondamente integrata con quella americana.

Le principali aziende italiane collaborano da anni con gruppi statunitensi e un raffreddamento politico potrebbe tradursi sul piano economi con una diminuzione delle commesse, maggiori difficoltà nell'accesso a tecnologie Usa e minore competitività internazionale

Una frattura ancora politica, ma con possibili effetti economici

In conclusione, la frattura tra Meloni e Trump non presenta al momento conseguenze economiche concrete, ma introduce un fattore di rischio per il deterioramento dei rapporti commerciali il cui prezzo finale potrebbe gravare sulle spalle di cittadini e imprese. 

Dopo l'infuocato doppio botta e risposta delle ultime 48 ore, la diplomazia italiana sarebbe al lavoro per cercare di sanare la frattura diplomatica e politica tra i due governi proprio per evitare di compromettere i rapporti commerciali.

Secondo quanto si apprende, la premier Meloni non parteciperà alle celebrazioni del 4 luglio (anticipate al 2 luglio) all'ambasciata americana a Roma, ma il governo sarà comunque presente con alcuni suoi ministri. 

Nel messaggio che ha accompagnato la sua replica al post pubblicato ieri pomeriggio da Trump sul suo profilo Truth, la presidente del Consiglio Italiano ha chiarito l'intenzione di non continuare con il botta e risposta. 

virgolette
La mia risposta all’ultimo post di Donald Trump che mi riguarda. Ma non tornerò sull’argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito.

Una linea che sembra avere come obiettivo cercare di abbassare i toni dello scontro personale e diplomatico ed evitare di compromettere ulteriormente i rapporti. 

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