"Fuggivo perché non volevo guai, chiedo scusa alla famiglia e all'Italia". Sono le parole pronunciate davanti al pubblico ministero da B.G., il 27enne di origine albanese arrestato nelle scorse ore con l'accusa di fuga pericolosa in relazione all'inseguimento costato la vita a Francesco Imprezzabile, 39 anni, agente della Polizia locale di Milano.
Il giovane, rintracciato e bloccato nella tarda mattinata di oggi, 23 giugno 2026, insieme a un connazionale, ha ammesso di essere stato alla guida del Suv che non si è fermato al posto di blocco nella zona di Ponte Lambro, poi rincorso in moto da Imprezzabile fino a Peschiera Borromeo, dove è avvenuto l'incidente. Il 27enne sarebbe anche indagato a piede libero per omicidio stradale.
Secondo quanto chiarito nel corso di una conferenza stampa dal comandante della Polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli, l'inseguimento è iniziato intorno alle 21.30 di ieri in via Vittorini, nella zona di Ponte Lambro, quando il conducente del Suv ha forzato l'alt degli agenti, impegnati in controlli di routine.
Nel video dell'agenzia LaPresse riportato da "Il Mattino" un estratto della conferenza stampa - 23 giugno 2026.
L'incidente all'altezza di via Milano, in zona Peschiera, vicino all'aeroporto di Linate. I colleghi di Imprezzabile, che lo avevano perso di vista poco prima, hanno ritrovato la sua moto a bordo strada; poco più avanti c'era l'agente in arresto cardiaco. L'allarme è scattato immediatamente. Ma il 39enne si è spento poco dopo il ricovero.
Nella mattinata di oggi il Suv era stato ritrovato abbandonato a Pioltello, comune dell'hinterland milanese non lontano dal luogo dell'incidente. Poche ore dopo, il 27enne alla guida del veicolo e uno dei tre passeggeri, entrambi di origine albanese, sono stati rintracciati e fermati per l'identificazione in provincia di Monza e della Brianza. Fondamentale l'analisi dei filmati delle videocamere di sorveglianza installate nella zona interessata dall'inseguimento.
B.G. è stato arrestato nell'ambito del fascicolo aperto dalla Procura per fuga pericolosa, ma risulta anche indagato a piede libero per omicidio stradale. Le prime ricostruzioni avrebbero escluso l'ipotesi - avanzata in un primo momento - di uno speronamento della moto della vittima da parte dell'auto coinvolta. Il conducente ha dichiarato di non essersi accorto della caduta dell'agente.
Davanti al pubblico ministero Francesca Crupi e all'avvocato che lo assiste, Fabrizio Cardinali, ha spiegato di essere fuggito "perché non volev[a] guai": sembra che fosse già sottoposto all'obbligo di firma per un altro reato e che al momento dell'alt (ignorato) avesse con sé una piccola quantità di hashish. Dopo l'arresto - che dovrà essere convalidato dal gip - è stato portato nel carcere di San Vittore.
Nei prossimi giorni, sul corpo dell'agente sarà eseguita l'autopsia. Ma bisognerà anche ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Prosegue, intanto, il cordoglio social. Nato in Sicilia ma cresciuto a Milano, Imprezzabile - che avrebbe compiuto 40 anni ad agosto - lavorava nel campo della sicurezza dal 2003, ben prima di indossare la divisa. Nel 2022 il superamento del concorso per entrare a far parte del corpo dei "ghisa". "Ci hai messo il cuore in questo sogno... Non ci credo, ma che cosa diavolo è successo", scrive ora incredulo un amico.
Ma il cordoglio è arrivato anche da parte delle istituzioni. Nel pomeriggio, i reparti motociclisti di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri hanno voluto ricordarlo con un attenti a sirene spiegate davanti al comando di via Oglio della Polizia Locale, dove era in servizio. Sul suo profilo Facebook, il 39enne aveva raccontato, oltre all'orgoglio di vestire l'uniforme, il senso di abbandono spesso provato. "Ogni giorno - scriveva - affrontiamo violenza, degrado e criminalità. Eppure siamo soli. Senza rispetto e protezione".
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