25 Jun, 2026 - 14:30

Laura Ravetto rimane bloccata in treno per 14 ore (e se la prende con Salvini)

Laura Ravetto rimane bloccata in treno per 14 ore (e se la prende con Salvini)

"In Italia, ci sono due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone Bonaparte e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato garantendo la puntualità dei treni".

Chissà se Laura Ravetto, la parlamentare che appena qualche giorno fa è passata dalla Lega a Futuro Nazionale, ha ricordato la celebre battuta di Giulio Andreotti ora che è rimasta per 14 ore bloccata su un treno che avrebbe dovuto condurla insieme alla figlia a Parigi.

Il solo fatto sicuro è che Ravetto, in preda allo sfinimento, se l'è presa via social con il suo ex leader Matteo Salvini, che ha la colpa di essere il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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Sto già scrivendo un'interrogazione

ha fatto sapere la pasionaria vannacciana. Come dire: la vendetta non sempre è un piatto che si serve freddo.

Ravetto bloccata su un treno in ritardo mette Salvini nel mirino

Storicamente, uno dei ruoli più difficili da ricoprire nel governo italiano è quello di ministro dei Trasporti. Ogni ritardo, ogni cancellazione, ogni sciopero, ogni intoppo in giro per la rete ferroviaria italiana e non solo, visto che l'Alta velocità collega anche con alcune capitali estere, vengono automaticamente addebitate a lui.

Insomma: è il martire per eccellenza, l'uomo (o la donna) che tutti i giorni deve sperare che tutto fili liscio per non vedere precipitare la propria popolarità.

Ma tant'è: nemmeno oggi è andata bene a Matteo Salvini.

La sua ex parlamentare Laura Ravetto si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vale a dire, su un treno che da Milano doveva arrivare a Parigi.   

Laura Ravetto è partita mercoledì pomeriggio per una vacanza con la figlia Clarissa Delfina alla volta di Parigi. L'umore era, quindi, dei migliori. Tanto è vero che è stato testimoniato da una storia su Instagram che la ritraeva sul binario con una scritta:

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On y va

Tradotto: si parte. Con Paolo Conte in sottofondo: Magnifique!

Fatto sta che chi parte sa cosa lascia, ma non sa cosa trova: Laura Ravetto e prole hanno trovato l'inferno, o giù di lì.

Diciotto ore dopo quella storia su Instagram, diciotto ore dopo la partenza, l'ultima notizia che ha dato la parlamentare vannacciana è stata questa:

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Ore 5:55, ancora nelle campagne francesi. Rendiamoci conto...

Attese, cambi di treno, indignazione.

Ravetto è partita alle ore 15:48 di mercoledì 24 giugno 2026 dalla stazione Centrale di Milano. A Torino Porta Nuova le hanno fatto cambiare treno. Dopo un'ora, è salita su un Frecciarossa che però è avanzato a passo di lumaca: al massimo, a 63 chilometri orari: altro che Alta Velocità!

Giunti a Lione, hanno cambiato linea. Ma da lì è iniziata una nuova via crucis per le campagne francesi.

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Otto ore di ritardo, segregati nelle campagne francesi. Sto già scrivendo l'interrogazione parlamentare al ministro. Il personale italiano che ci ha accompagnato fino a Lione sapeva benissimo la fine che avremmo fatto. Oppure nessuno era informato? Una vergogna, una situazione imbarazzante

E insomma: poche cose al mondo fanno spazientire più di un treno che non funziona, un viaggio che si trasforma in un'odissea. Laura Ravetto l'ha messa così:

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Sto... non imbestialità, di più

Ravetto vuole spiegazioni. Oltre che scuse. E, presumibilmente, rimborsi.

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Adesso diranno Ma siete sulla rete francese, è colpa dei francesi...

Beh: possono darla da bere agli altri. Non a lei. Quando (e se) tornerà a Roma, è meglio che Salvini non si faccia trovare.

Gli ultimi precedenti dei politici vittime dei ritardi dei treni

E comunque: Salvini deve guardarsi le spalle non solo da Laura Ravetto. Solo due giorni fa, è stato Pierferdinando Casini a rimanere bloccato nella stazione di Bologna

Lui, però, da buon democristiano, l'aveva presa con più filosofia.

Per Ravetto, invece, è stato "un sequestro di persona". 

Reato di cui Salvini è già stato incolpato e scagionato una volta, quando bloccò a mare i migranti dell'Open Arms. La Cassazione, lo scorso dicembre, l'ha mandato assolto. Ma ora? Se la caverà con Ravetto e Vannacci che già promettono di mettere a posto gli orari dei treni?

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