"In Italia, ci sono due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone Bonaparte e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato garantendo la puntualità dei treni".
Chissà se Laura Ravetto, la parlamentare che appena qualche giorno fa è passata dalla Lega a Futuro Nazionale, ha ricordato la celebre battuta di Giulio Andreotti ora che è rimasta per 14 ore bloccata su un treno che avrebbe dovuto condurla insieme alla figlia a Parigi.
Il solo fatto sicuro è che Ravetto, in preda allo sfinimento, se l'è presa via social con il suo ex leader Matteo Salvini, che ha la colpa di essere il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
ha fatto sapere la pasionaria vannacciana. Come dire: la vendetta non sempre è un piatto che si serve freddo.
Storicamente, uno dei ruoli più difficili da ricoprire nel governo italiano è quello di ministro dei Trasporti. Ogni ritardo, ogni cancellazione, ogni sciopero, ogni intoppo in giro per la rete ferroviaria italiana e non solo, visto che l'Alta velocità collega anche con alcune capitali estere, vengono automaticamente addebitate a lui.
Insomma: è il martire per eccellenza, l'uomo (o la donna) che tutti i giorni deve sperare che tutto fili liscio per non vedere precipitare la propria popolarità.
Ma tant'è: nemmeno oggi è andata bene a Matteo Salvini.
La sua ex parlamentare Laura Ravetto si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vale a dire, su un treno che da Milano doveva arrivare a Parigi.
Laura Ravetto è partita mercoledì pomeriggio per una vacanza con la figlia Clarissa Delfina alla volta di Parigi. L'umore era, quindi, dei migliori. Tanto è vero che è stato testimoniato da una storia su Instagram che la ritraeva sul binario con una scritta:
Tradotto: si parte. Con Paolo Conte in sottofondo: Magnifique!
Fatto sta che chi parte sa cosa lascia, ma non sa cosa trova: Laura Ravetto e prole hanno trovato l'inferno, o giù di lì.
Diciotto ore dopo quella storia su Instagram, diciotto ore dopo la partenza, l'ultima notizia che ha dato la parlamentare vannacciana è stata questa:
Attese, cambi di treno, indignazione.
Ravetto è partita alle ore 15:48 di mercoledì 24 giugno 2026 dalla stazione Centrale di Milano. A Torino Porta Nuova le hanno fatto cambiare treno. Dopo un'ora, è salita su un Frecciarossa che però è avanzato a passo di lumaca: al massimo, a 63 chilometri orari: altro che Alta Velocità!
Giunti a Lione, hanno cambiato linea. Ma da lì è iniziata una nuova via crucis per le campagne francesi.
E insomma: poche cose al mondo fanno spazientire più di un treno che non funziona, un viaggio che si trasforma in un'odissea. Laura Ravetto l'ha messa così:
Ravetto vuole spiegazioni. Oltre che scuse. E, presumibilmente, rimborsi.
Beh: possono darla da bere agli altri. Non a lei. Quando (e se) tornerà a Roma, è meglio che Salvini non si faccia trovare.
E comunque: Salvini deve guardarsi le spalle non solo da Laura Ravetto. Solo due giorni fa, è stato Pierferdinando Casini a rimanere bloccato nella stazione di Bologna
Lui, però, da buon democristiano, l'aveva presa con più filosofia.
Per Ravetto, invece, è stato "un sequestro di persona".
Reato di cui Salvini è già stato incolpato e scagionato una volta, quando bloccò a mare i migranti dell'Open Arms. La Cassazione, lo scorso dicembre, l'ha mandato assolto. Ma ora? Se la caverà con Ravetto e Vannacci che già promettono di mettere a posto gli orari dei treni?
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