Nuovi e importanti sviluppi nel caso della sottrazione delle piccole Sarah e Alisya, le due bambine prelevate da una casa famiglia. Durante l'ultima puntata della trasmissione Scomparsi, andata in onda su Canale 122, è intervenuto l'avvocato Giuseppe D'Amici per chiarire pubblicamente le ragioni che lo hanno spinto a rinunciare alla tutela legale della madre delle minori, Valentina D'Acunto, proprio nelle ore cruciali in cui si celebrano gli interrogatori di garanzia per i tre fermati.
L'avvocato D'Amici ha voluto specificare la natura del suo intervento, prettamente civilistico, precisando di essere subentrato nella fase finale del lungo e complesso iter di divorzio ad adiuvandum del penalista Enrico Mastantuono. Un percorso che si è interrotto bruscamente a causa delle ultime azioni intraprese dalla donna.
"Alla luce dei fatti accaduti, senza voler assolutamente esprimere giudizi sull'operato alcuno, io non me la sono più sentita sul piano personale di seguire sul piano civilistico la faccenda. Ci sono delle condotte che sono state tenute successivamente alla pronuncia della sentenza che io non ho condiviso, che comprendo sotto l'aspetto umano, perché questa è una vicenda che sicuramente denota una grossa sofferenza, sia per le bambine, sia per i genitori, però non la giustifico, non la posso giustificare."
Il legale ha quindi escluso che la rottura sia dovuta a divergenze sulla strategia o sull'atto di appello, che era già stato predisposto, focalizzando il problema esclusivamente sulla condotta extraprocessuale della madre, culminata nel blitz per sottrarre le figlie ai servizi sociali.
Nel corso del suo intervento a Scomparsi, D'Amici ha inoltre colto l'occasione per lanciare un forte appello istituzionale sulla gestione del diritto minorile in Italia, evidenziando le criticità e la distanza dei tribunali centrali dalle realtà locali.
"Vorrei lanciare un appello in questa sede, vorrei fare in modo che il focus, che l'attenzione pubblica venisse proiettata soprattutto sull'aspetto normativo della ricerca e quindi porre dei quesiti, se forse è giunto il momento che il legislatore ponga in maniera seria mano alla questione, alla materia stessa e provveda a rivisitarla, a partire dal Tribunale dei minori, perché sono troppo distanti dalle realtà locali. Il Tribunale nostro di riferimento è quello di Roma che dista circa 150 chilometri; ritengo sia necessaria una riflessione seria se gli istituti che i giuristi hanno la possibilità di attuare siano sufficienti per risolvere queste problematiche."
Mentre la difesa civile si spacca, sul fronte penale si attendono le decisioni del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sulmona sulla convalida dei fermi per Valentina D'Acunto, per il compagno Vincenzo Esposito e per il nonno materno Marco D'Acunto, tutti accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. Dalle prime indiscrezioni, la donna avrebbe risposto alle domande dei magistrati, chiedendo espressamente di poter vedere le proprie figlie, mentre lo scontro tra le rispettive famiglie dei genitori continua a inasprirsi anche attraverso dichiarazioni pubbliche.
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