La Corte d'Appello di Parigi ha confermato la colpevolezza di Marine Le Pen. Ma la donna forte del Front National - Rassemblement national può ancora restare in corsa per l’Eliseo.
Nel 2027, potrebbe diventare presidente della Francia in quanto la sua ineleggibilità è stata ridotta a 15 mesi e risulta già scontata.
Ma perché Marine Le Pen è stata condannata?
Il caso giudiziario riguarda l’uso improprio di fondi del Parlamento europeo per pagare assistenti che, secondo l’accusa e la corte, lavoravano in realtà per il suo partito e non a sostegno dell’attività parlamentare.
Le accuse che sono state rivolte contro di lei sono di appropriazione indebita di fondi pubblici e di un sistema di impieghi fittizi legato agli eurodeputati del Rassemblement National.
La corte d’Appello di Parigi ha confermato la colpevolezza, ma ha ridimensionato alcune pene accessorie della sentenza di primo grado.
In particolare, la pena è stata ridefinita in 3 anni di carcere, di cui 1 con braccialetto elettronico, insieme a 15 mesi di ineleggibilità.
Sulla carta, quindi, Le Pen si potrebbe presentare (per la quarta volta) alle elezioni presidenziali del prossimo anno.
L’ineleggibilità non la bloccherebbe automaticamente perché è già stata assorbita dal tempo trascorso dalla sentenza precedente.
Solo oltre 2 anni di ineleggibilità, avrebbe reso impossibile la candidatura.
Resta però un punto politico decisivo: Le Pen ha fatto sapere in più occasioni che, se costretta a portare un braccialetto elettronico, rinuncerebbe alla candidatura perché non potrebbe fare campagna elettorale in libertà.
Per questo il suo eventuale passo indietro aprirebbe la strada a Jordan Bardella, che viene indicato come il suo naturale sostituto del RN.
La situazione, quindi, è questa: giuridicamente la porta non è chiusa, ma la sua candidatura dipende sia da come Le Pen valuterà gli effetti concreti della pena, sia dalla scelta strategica del partito.
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