Da oggi, domenica 12 luglio 2026, cambia il sistema degli autovelox in Italia. Entra infatti in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato ufficialmente in vigore.
La norma punta a mettere ordine dopo oltre due decenni nella giungla di regole che fino a ieri hanno disciplinato l'installazzione e l'utilizzo dei dei dispositivi per la rilevazione delle velocità installati lungo la reste stradale e autostradale italiana.
Tra gli obiettivi dichiarati – oltre alla tutela degli automobilisti da multe facili- anche quello di contrastare la pratica dei ricorsi fotocopia che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio le casse di molte amministrazioni comunali.
A partire da questa mattina saranno in funzione solo gli autovelox che possiedono i requisiti di omologazione previsti dalle nuove norme. Secondo i dati diffusi dal Mit, sono circa 3150 apparecchi.
Esclusi e già spenti circa 850 dispositivi autorizzati ma che non hanno passato l'esame del dicastero delle Infrastrutture. I produttori, però, potranno richiedere successivamente l'omologazione presentando la documentazione richiesta.
Verranno momentaneamente ‘spenti’ i misuratori approvati prima del 2017, mentre resteranno in funzione tutti quelli approvati da quella data in poi.
Una razionalizzazione del sistema non semplice se si considera che si è partiti da una situazione iniziale in cui si contavano circa 10 mila autovelox, disseminati lungo le strade italiane, in alcuni casi nascosti e responsabili della maggiorparte delle multe e delle sanzioni elevate in questi anni agli automobilisti italiani.
La scrematura ha richiesto tempo, come ancha la taratura dei dispositivi ritenuti idonei che sarà la stessa per tutti per evitare disparità nella valutazione delle violazioni dei limiti massimi di velocità.
Il ministro Matteo Salvini esprime soddisfazione è sottolinea come "l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini".
scrive sui social il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 11, 2026
Per riconoscere gli autovelox a norma si può fare riferimento all'elenco dei dispositivi di rilevamento della velocità consultabile sul sito del ministero dove si possono trovare tutti i dispositivi in funzione in Italia, quelli omologati, quelli autorizzati ma ancora senza omologazione e quelli spenti perchè antecedenti al 2017.
Se si è ricevuta una multa, infine, prima di pagarla si può controllare sul sito del Comune interessato i dettagli sull'omologazione del dispositivo che ha rilevato l'infrazione.
Le nuove misure sono state accolte con scetticismo dalle associazioni dei Consumatori.
Il Codacon ha evidenziato che negli ultimi cinque anni, nelle 21 principali città italiane, gli autovelox avrebbero garantito alle casse dei Comuni proventi per 306,5 milioni di euro, ”un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali”.
Commenta, infine, l'Aduc facendo un punto sulle nuove disposizioni.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *