Ospite della presentazione alla Camera di commercio di Roma de "Il rancore e la speranza", il nuovo libro di Bruno Vespa che al solito monopolizzerà gli scaffali natalizi delle librerie, Carlo Calenda decide di incarnarli entrambi. Il rancore, verso governo Meloni e maggioranza, ma anche le opposizioni (esclusa +Europa...), le alleanze purchessia, e principalmente il Movimento 5 Stelle. La speranza, di dare una forma tutta nuova alla sua creatura, Azione, che a livello locale strizzerà più di un occhio a Forza Italia.
Il rancore non è certo un sentimento positivo, però se unito all'ironia può portare a livelli sorprendenti. "Psichedelici", per prendere in prestito l'aggettivo proprio dall'ex ministro quando, in una fredda serata dell'inverno romano, l'inviato di Tag24 Thomas Cardinali lo invita a parlare del rapporto tra Salvini ed Elon Musk. E dopo aver bollato come una "buffonata" la sfuriata di Giuseppe Conte sul Giurì d'onore si fa apprezzabile anche il discorso sugli influencer. C'è la Meloni che attacca la Ferragni (che si scusa), c'è Fedez che attacca la Meloni e c'è... Damiano, detto Er Faina.
Antonio Albanese, nei panni dell'Uomo d'acqua dolce, diceva: "Il coraggio ce l'ho, è la paura che mi frega". Ecco, Calenda cerca di dimenticare anche la paura e allora, contorniato dalla copertina rossa dell'ubiqua creatura cartacea vespiana, apre il lungo capitolo sulle alleanze, cominciando dalla "demolizione" di Pd e Cinque stelle.
E qui Calenda perde la grinta per enunciare le simpatie verso il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, Forza Italia, e per il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, Forza Italia. A qualche metro da Calenda c'è il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che inconsciamente ringrazia.
Italia viva? Zero, manco gli auguri a Natale.
C'è tempo per parlare anche di Mes, che però
Poi inforca i Ray Ban da vista ed esce nella sera romana, fendendo il freddo. Da solo. Troppo solo?