18 Cos'è il giorno dell'onore e quando si tiene questo raduno neonazista
01 Feb, 2024 - 15:34

Cos'è il giorno dell'onore e quando si tiene questo raduno neonazista

Cos'è il giorno dell'onore e quando si tiene questo raduno neonazista

Cos’è il giorno dell’onore? Si tratta di una manifestazione a ricorrenza annuale organizzata da gruppi di estrema destra e neonazisti.

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Il termine è tornato ad essere popolare con il caso di Ilaria Salis, la donna italiana arrestata e sotto custodia cautelare in Ungheria da quasi un anno.

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La giovane è accusata di aver attaccato e malmenato alcuni militanti neonazisti che lo scorso febbraio manifestavano nella città di Bucarest in occasione della ricorrenza del giorno dell’onore.

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Cos’è il giorno dell’onore: quando si festeggia e perché

Il giorno dell’onore è una celebrazione simbolica che viene festeggiata ogni anno nella settimana in cui cade l’11 febbraio.

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In questa occasione si riuniscono membri di movimenti di estrema destra, neofascisti e neonazisti, che non nascondono la loro ideologia estremista.

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Nascono dunque raduni, cortei e manifestazioni al fine di mettere in campo commemorazioni e proteste, oltre che a sostenere con forza slogan antisemiti.

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Il giorno dell’onore è una ricorrenza non riconosciuta ufficialmente da alcuna istituzione.

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Il motivo per cui venga festeggiato nella settimana dell’11 febbraio è da ricercare in alcuni eventi della Seconda Guerra Mondiale.

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Più precisamente il periodo in questione è quello tra l’ottobre del 1944 e il febbraio dell’anno seguente. In questo intervallo di tempo la città di Budapest fu teatro di accesi scontri tra l’esercito dell’Unione Sovietica e le truppe tedesche e ungheresi.

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All’epoca infatti il Regno di Ungheria era ancora alleato delle forze naziste. L’apice del combattimento si raggiunse a partire dal mese di dicembre.

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La città venne occupata dall’Armata Rossa e partì quello che poi venne riconosciuto nella storia come l’assedio di Budapest. Gli eserciti tedesco ed ungherese vennero accerchiati e di fatto restarono bloccati in città senza possibilità di ritirata.

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Sebbene fosse impossibile per le truppe tedesche ribaltare le sorti della battaglia, Hitler si oppose alla dichiarazione di resa. Tuttavia, ad inizio febbraio, il comandante Karl Pfeffer-Wildenbruch decise di ignorare il comando e ordinò il ritiro delle sue truppe. La notte dell’11 febbraio 1945 i circa 30mila membri dell’esercito tedesco e ungherese iniziarono ad abbandonare la città, ma vennero attaccati dalle forze russe. Centinaia di soldati persero la vita.

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A quando risale la prima celebrazione

I manifestanti neonazisti che partecipano al giorno dell’onore si riuniscono per commemorare i caduti di quell’assedio. I cortei sono per lo più organizzati nel cuore della città di Budapest, ma anche altre città sono teatro di manifestazione di seguaci dell’ideologia di estrema destra.

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Il giorno dell’onore venne celebrato per la prima volta nel 1997. La paternità dell’iniziativa è da attribuire a István Győrkös, un soldato ungherese di estrema destra che si faceva chiamare Vezető, parola ungherese equivalente a Führer o Duce.

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István Győrkös aveva in precedenza fondato il movimento paramilitare Gruppo d’azione nazional-socialista ungherese che qualche tempo dopo divenne il Fronte Ungherese Nazionale. Rimase come leader del movimento fino al 2016, quando, dopo aver sparato ed ucciso un poliziotto intento a perquisire il suo appartamento, venne condannato all’ergastolo.

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Dalla sua prima celebrazione, il giorno dell’onore ha acquisito via via sempre più consenso. La manifestazione venne così confermata ogni anno, con un’ampia adesione anche fuori l’Ungheria. Tra i vari gruppi neonazisti che vi partecipano c’è anche Sangue e onore, fondato nel 1987 in Inghilterra e poi espansosi in altre nazioni e dichiarato illegale dalle autorità in Germania e in Spagna.

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Oltre ai cortei e alle manifestazioni, c’è chi celebra il giorno dell’onore ripercorrendo a piedi lungo le montagne vicino la città di Budapest il percorso marciato dall’esercito tedesco e ungherese nel febbraio del 1945.

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Stando agli organizzatori, si tratterebbe di una commemorazione storica, priva di ideologia politica ma non è infrequente che le persone impegnate in queste iniziative indossino divise militari simili a quelle indossate dai soldati nazisti, raffiguranti svastiche. 

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Valentina Todaro
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