Gli Usa si preparano a dire addio al penny, una mossa tanto controversa quanto strategica, nell'ambito di un più ampio piano del presidente Donald Trump per ridurre le spese governative. Sostenuto dall'alleato Elon Musk, capo del Dipartimento per l'efficienza del governo, Trump ha annunciato l'intenzione di abolire la moneta da un centesimo, una scelta che non solo mira a ridurre i costi di produzione, ma riflette anche l'evoluzione dei metodi di pagamento nell'era digitale.
Uno degli obiettivi principali della nuova amministrazione di Donald Trump è quello di ridurre i costi elevati. Il presidente ha addirittura creato, con un ordine esecutivo, il Dipartimento per l'efficienza del governo per rendere l’amministrazione più snella ed economicamente vantaggiosa. Si tratta di un consiglio consultivo che non è un'agenzia federale, con a capo Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo e alleato chiave di Trump.
For far too long the United States has minted pennies which literally cost us more than 2 cents. This is so wasteful! I have instructed my Secretary of the US Treasury to stop producing new pennies. Let's rip the waste out of our great nations budget, even if it's a penny at a…
— Donald J. Trump Posts From His Truth Social (@TrumpDailyPosts) February 10, 2025
Trump spera che, con il DOGE di Musk, vengano tagliate le spese inutili, ma ciò potrebbe portare al ridimensionamento delle agenzie federali non solo in termini di denaro, ma anche di personale e regolamenti. Musk ha affermato che il suo dipartimento punta a tagliare 500 miliardi di dollari di spesa federale all'anno.
Uno dei primi passi del DOGE sarà eliminare il penny. Dietro questa mossa ci sono i costi elevati per coniare la moneta: gli Stati Uniti spendono circa 3 centesimi per produrre un penny, che ne vale solo uno. Il Dipartimento ha annunciato:
The penny costs over 3 cents to make and cost US taxpayers over $179 million in FY2023.
— Department of Government Efficiency (@DOGE) January 22, 2025
The Mint produced over 4.5 billion pennies in FY2023, around 40% of the 11.4 billion coins for circulation produced.
Penny (or 3 cents!) for your thoughts.
Sources:https://t.co/Y5LlrpyA62…
Tra gli altri paesi, il Canada ha smesso di coniare il penny nel 2012. L'Italia, invece, ha interrotto la produzione delle monete da 1 e 2 centesimi l'1 gennaio 2018 e ha adottato successivamente la politica di arrotondamento. Negli Stati Uniti, i sostenitori dell'eliminazione del penny puntano infatti allo stesso sistema.
Sebbene la discussione sull’uso del penny non sia nuova, lo è il costo di produzione. Già nel 2016, gli Stati Uniti spendevano circa 1,5 centesimi per ogni penny coniato. Negli ultimi anni, il costo è aumentato a causa del rincaro dello zinco, il metallo principale utilizzato per la produzione.
Già nel 2015, il segretario al Tesoro dell'amministrazione Obama, Jacob Lew, sosteneva che il costo di produzione fosse superiore al valore della moneta e considerava l’ipotesi di eliminarla. Tuttavia, secondo Lew, il processo avrebbe richiesto diversi anni e avrebbe potuto incontrare ostacoli legati alla discontinuità con le politiche delle amministrazioni successive.
L’idea di abbandonare il penny diventa sempre più concreta con la diffusione di altri metodi di pagamento. Durante la pandemia, i consumatori hanno aumentato gli acquisti online, riducendo l’uso del contante.
Secondo i dati del Federal Reserve Financial Services, dal 2019 l’uso del denaro contante ha registrato un calo, arrivando al 16 per cento nel 2023. Nello stesso anno, invece, l’uso di carte di credito e di debito è salito complessivamente al 62 per cento.
Questa tendenza evidenzia come le abitudini di spesa stiano cambiando con la crescente diffusione delle carte di pagamento e dell’e-commerce, sostenendo così la scelta di eliminare il penny.
Con il crescente utilizzo di carte di pagamento e il calo dell'uso del contante, l'addio al penny appare sempre più come una necessità economica. Se l'amministrazione Trump riuscirà a farla propria, potrebbe segnare una mossa storica nella gestione delle risorse federali. Il futuro delle monete di piccolo valore negli Stati Uniti è ormai segnato, ma resta da vedere quanto velocemente questa transizione avverrà, in un contesto di cambiamenti rapidi nelle abitudini di spesa e nei sistemi di pagamento.