27 Feb, 2025 - 17:29

Daniela Santanché segue la pagina Instagram delle borse false?

Daniela Santanché segue la pagina Instagram delle borse false?

Lo chiamano shopping compulsivo. E forse ha colpito anche lei, Daniela Santanché. Del resto, lo sappiamo ufficialmente da due giorni che ama vestirsi bene e che, soprattutto, è una collezionista incallita di borse. E su Instagram sarebbe diventata una follower anche di un sito turco che ne commercializza di taroccate.

Ora: impossibile verificarlo. E nemmeno lei, braccata più che mai dai giornalisti in attesa delle sue dimissioni, ha saputo svelare l'arcano: "Cosa vuole che ne sappia tra le centinaia di pagine che seguo su Instagram..."

La ministra Santanché e la pagina Instagram delle borse false

E pensare che oggi la Pitonessa voleva solo parlare del suo lavoro, inteso quello che svolge da ministra del turismo. Appena ha visto la selva di microfoni, si è messa a sparare delle cifre sul ciclo-turismo. Ma niente: i giornalisti volevano sapere solo se alla fine ha deciso di dimettersi. E delle sue borse.

Al che, visto che evidentemente proprio non resiste, anziché chiudere lo sportello dell'auto blu e filare via, Daniela Santanché ha voluto soffermarsi e ha battibeccato col giornalista che gli faceva notare quel certo profilo turco...

E insomma: eccovi serviti dall'inviato di Tag24.it Lorenzo Brancati

Ora: per una signora che in Parlamento, difendendosi dalla mozione di sfiducia che le aveva spiattellato l'opposizione, ha rivendicato il suo buon gusto nel vestire, i suoi tacchi 12 e la sua passione collezionistica per le borse, deve essere davvero uno smacco.

Tant'è che i maligni subito hanno ipotizzato quanto segue: una volta chiuso lo sportello, al riparo dagli sguardi indiscreti dei giornalisti con le loro telecamere e le loro macchine fotografiche, subito sia corsa a defollowarsi da quel profilo che avrebbe potuto metterla in imbarazzo.

Come dire: scherzate coi fanti, dite quello che volete sul suo lavoro al ministero, sulla sua abilità politica, ma lasciate stare i santi, o gli oggetti sacri: tacchi, borse e vestiti, quando parlate di Daniela Santanchè. Che lei ci tiene più di ogni altra cosa.

Guai a chi le tocca vestiti e accessori. Anche perché questa storia delle borse false l'ha innescata Francesca Pascale raccontando che nel 2014, con tutta probabilità, proprio lei, Daniela Santanché, ebbe a regalarle due borse Hermes del valore (presunto) di 20 mila euro che, quando andò a riparare, le dissero che erano taroccate. Selvaggia Lucarelli ha riportato la notizia sul Fatto Quotidiano. Ma la Pitonessa ha minacciato querela.

virgolette
L'unica cosa falsa è ciò che sostiene la Lucarelli in quell'articolo

è stato il suo morso. Mah: chi vivrà, vedrà.

Ma la Santanchè veste male?

E comunque: magari, la ministra avrà peccato di troppa sicurezza. Avrà sottovalutato la bravura dei falsari. Avrà preso un abbaglio. Si sarà fidata della persona o del sito sbagliato, chi lo sa.

Fatto sta che se una volta lo erano i portaborse, ora, grazie a lei, sono le borse e le borsette ad essere al centro del dibattito politico. E con loro anche i vestiti.

Sulla pagina Facebook di Meme della Terza Repubblica, ad esempio, è comparso questo post

Le foto mettono il dito nella piaga: almeno tre volte, Daniela Santanché ha evidentemente osato troppo, si è troppo fidata della propria capacità di trasformare in oro tutto ciò che indossa. Sarà capitato anche per le borse? Avrà davvero preso una cantonata? Su Instagram avrà messo mi piace a qualche profilo fake?

Primo comandamento: non mollare

In ogni caso: il primo comandamento della Pitonessa in questo periodo sembra proprio essere questo: non mollare mai.

Daniela Santanché non vuole mollare la poltrona di ministra del turismo (almeno per ora) né tantomeno vuole nemmeno arretrare di un centrimento sul caso che, dal punto di vista umano, forse, più la coinvolge: quello delle borse e dei vestiti.

Su questi argomenti ancor più che sulla politica la Pitonessa non sa fare concessioni. Del resto, come ha spiegato l'altro giorno in parlamento, ne andrebbe della sua stessa identità. Con o senza shopping compulsivo.

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Giovanni Santaniello
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