C'è una svolta nel caso di Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby-sitter di origini salvadoregne uccisa a Milano da Pablo Heriberto Gonzalez Rivas. Dall'analisi delle chat del reo confesso, è emerso che l'uomo avrebbe avuto una relazione parallela con un'altra donna che, pochi giorni dopo il delitto, avrebbe dovuto raggiungerlo in Italia. È possibile che abbia aggredito la compagna dopo il suo rifiuto di lasciare la loro abitazione.
La pista di una relazione parallela era emersa fin dall'inizio, venendo però accantonata in favore di quella economica. Si pensava infatti che Pablo Heriberto Gonzalez Rivas avesse ucciso la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla, 40 anni, per una lite legata al denaro che regolarmente inviava nel Paese d'origine per sostenere le spese dei figli avuti dall'ex moglie.
L'analisi delle chat del suo cellulare, insieme alle dichiarazioni rese da alcuni suoi amici e conoscenti alla pm Alessia Menegazzo e all'aggiunta Letizia Mannella, che coordinano le indagini, hanno ora dato nuovo impulso alla questione. A parlarne è il Corriere della Sera, secondo cui Gonzalez frequentava, oltre alla convivente, anche un'altra donna.
Quest'ultima, pochi giorni dopo il delitto, avrebbe dovuto raggiungerlo a Milano. Da qui l'ipotesi che il 48enne abbia chiesto alla compagna di lasciare la loro casa, incontrando il suo rifiuto e che poi, sentendosi messo alle strette, l'abbia uccisa. Al momento, l'uomo, difeso dall'avvocata Paola Selleri, è detenuto nel carcere di San Vittore, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Dopo aver tentato di depistare le indagini, sostenendo che la compagna si fosse allontanata di notte mentre lui dormiva (come fece anche Alessandro Impagnatiello, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Giulia Tramontano), Gonzalez ha riferito agli inquirenti di aver ucciso la 40enne "per errore", durante un gioco erotico.
Secondo la sua versione, le avrebbe spezzato l'osso del collo. Tuttavia, all'interno della loro abitazione, gli inquirenti avrebbero trovato, grazie al test del luminol, piccole tracce biologiche - tra cui macchie di sangue -, sopravvissute alle pulizie con la candeggina. Per chiarire come siano andate davvero le cose, sarebbe necessaria un'autopsia, ma il cadavere non è stato ancora ritrovato.
Il servizio di Milano Pavia Tv - 12 febbraio 2025.
Dai filmati delle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dell'abitazione della coppia, è stato possibile ricostruire che, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio (quando Jhoanna fu uccisa), Gonzalez caricò in auto una pesante valigia. La mattina successiva, il suo telefono agganciò una cella che copre anche il monolocale (segno che, a meno che non lasciò il cellulare a casa, non si allontanò troppo).
Alla sera risalirebbe poi lo spostamento più lungo, verso Cassano d'Adda, dove potrebbe essersi disfatto del corpo, gettandolo nel fiume. In mancanza di riscontri, per ora le ricerche sono state sospese. Si attendono ulteriori indizi o rivelazioni da parte dell'uomo, che, nonostante il suo impiego nella manutenzione stradale, non avrebbe saputo indicare il punto preciso in cui ha occultato il cadavere.
Il sospetto è che non voglia che venga ritrovato. Forse perché, analizzandolo, si potrebbe arrivare a una ricostruzione diversa rispetto a quella da lui proposta. Se non fosse stato arrestato, secondo gli inquirenti, sarebbe fuggito a Lisbona.
Gli interrogativi a cui rispondere sono ancora molti. Intanto, chi conosceva Jhoanna invoca giustizia. "Perché non hai detto la verità fin dall'inizio?", ha dichiarato una sua amica a Tag24, rivolgendosi a Gonzalez. Come lei, tanti si augurano che l'uomo possa finalmente fare luce sull'accaduto, permettendo di ritrovare il corpo, che i familiari attendono a San Salvador per l'ultimo saluto.