Punto e a capo? Il campo liberal-democratico ancorato al centrosinistra è alla vigilia di un'ennesima micro-scissione? Il primo marzo, la decisione di Più Europa di escludere dal simbolo per il nuovo tesseramento il nome di Emma Bonino ha fatto temere proprio questo. Ma come stanno davvero le cose?
Sabato prossimo, mentre Luigi Marattin ufficializzerà presso la sala Fellini di piazza di Spagna, a Roma, la sua nuova formazione politica con l'ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli e l'attuale direttore del Riformista Claudio Velardi, ci sarà da registrare anche un'ennesima litigata liberal-democratica?
La notizia è stata data ieri, 2 marzo, dall'Espresso: Emma Bonino ha di nuovo litigato con Più Europa e non vuole che il nome compaia più nel simbolo del partito. La ricostruzione del settimanale è stata questa:
Sennonché Della Vedova sarebbe dovuto diventare presidente nell'ultimo congresso, ma Matteo Hallissey, già segretario dei Radicali Italiani (a loro volta, formazione staccatasi dal Partito Radicale dopo la morte di Marco Pannella), ha conquistato per questa carica molti più voti: la partita è finita 198 a 87 nell'ultimo congresso. Sebbene qualcuno abbia adombrato dei dubbi per un presunto tesseramento gonfiato in Campania.
In ogni caso: ora Magi risulta segretario di Più Europa. Ma Della Vedova è rimasto fuori da tutti i ruoli di vertice. La mediazione di Emma Bonino, così, sempre secondo l'Espresso, sarebbe saltata. E l'ex ministra, assai delusa, ha voluto far togliere il suo nome dal simbolo
Fatto sta che questa ricostruzione è stata smentita da Emma Bonino con una nota che ha diffuso ieri:
Tanto basta per scongiurare l'ennesima guerra intestina dei liberal-democratici? Il neo presidente Matteo Hallissey non è stato citato. Ma quanto scritto dall'ex ministra basta lo stesso per indicare una tempesta in un bicchier d'acqua?
Anche in passato, non sono certo mancate frizioni e clamorosi addii. Del resto, Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, in tempi non sospetti ha contato ben 21 sigle di partiti che si rifanno alla stessa area politica. E a dicembre scorso un suo intervento è stato quanto mai emblematico:
Abbiamo censito 21 sigle di area liberale. La soglia del ridicolo è stata superata da tempo. Piccolo proposito per il 2025: per un anno basta fondare nuovi movimenti, lanciamo piuttosto 4 temi identitari
— Fondazione Luigi Einaudi (@fleinaudi) December 9, 2024
I saluti del Presidente @avvbenedetto al Congresso di @Radicali pic.twitter.com/L0IqxV2Ai3
Oggi, in ogni caso, Emma Bonino è tornata sul pezzo con una intervista che ha concesso a La Stampa non solo confermando la fiducia in Riccardo Magi, ma anche esortando Giuseppe Conte a chiarire "se vuole essere un'alternativa o parte del nuovo establishment sovranista, che spaccia per pace la resa dell'Ucraina" e indicando la linea politica di Più Europa "di perseguire in questa fase il dialogo con le altre forze di opposizione".
Intercettato nel corso della manifestazione pro Ucraina organizzata ieri da Carlo Calenda e Azione in piazza Santi Apostoli a Roma, Riccardo Magi, intanto, a proposito dell'ultimo, presunto litigio consumato in casa, l'ha messa così:
@emmabonino ha litigato con @Piu_Europa? @riccardomagi giura che... pic.twitter.com/yWxEgxu00t
— Tag24 (@Tag24news) March 3, 2025
Chiariti tutti i dubbi?