29 Aug, 2025 - 06:25

"Mia moglie" e le altre piattaforme sessiste: ecco cosa prevede il ddl per oscurarle

"Mia moglie" e le altre piattaforme sessiste: ecco cosa prevede il ddl per oscurarle

Certo: si dirà che si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. Ma prima che l'Intelligenza artificiale progredisca ulteriormente, è meglio agire oggi che avere in un prossimo futuro casi ancora più allarmanti e dannosi rispetto a quelli scoperti da Valeria Campagna e Alessandra Moretti.

Le due politiche dem sono state le prime a rendersi conto di essere finite, loro malgrado, al centro delle attenzioni di migliaia di uomini che commentavano su piattaforme come phica.eu e comeup delle loro immagini e dei loro video sessualizzati.

Insieme alle loro, si è scoperto che sono state "rubate" foto anche di Giorgia Meloni, della sorella Arianna, di Elly Schlein, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Maria Elena Boschi, Alessia Morani, solo per fare dei nomi noti in ambito politico.

Ora il sito phica sembra essere stato oscurato dagli stessi amministratori. Ma è stato spiegato che, in generale, non è facile agire tempestivamente per la Polizia Postale: altri siti del genere spesso sono gestiti dall'estero e comunque possono essere riaperti subito con altri nomi.

Ma tant'è: Forza Italia sta preparando un disegno di legge in modo da rendere quantomeno più tempestivo l'allarme.

Il ddl per oscurare tempestivamente siti, pagine e piattaforme sessiste

Dopo la pagina Facebook "Mia moglie" (che Meta ha finalmente oscurato), stanno spuntando come funghi altre piattaforme che denigrano le donne. Oltre a Phica.eu, la Polizia postale ha agito anche contro Comeup, ad esempio.

Ma come fare a prevenire questo fenomeno? Come evitare che circolino sulla Rete foto e video di donne senza il loro consenso con tanto di commenti sessisti e volgari?

L'operazione di oscuramento di un sito, di una pagina o di un blog non è semplice. In primis perché i portali spesso sono gestiti dall'estero. E il più delle volte nemmeno in un solo Stato.

Per procedere all'oscuramento, quindi, si deve capire prima se queste nazioni hanno con l'Italia un accordo per il contrasto ai reati informatici. In caso negativo, sarà necessario rendersi conto se le leggi dei diversi ordinamenti siano comunque compatibili.

Infine, per procedere contro gli amministratori delle piattaforme sessiste, in Italia, serve un decreto dell'autorità giudiziaria sulla base dei riscontri svolti dalle forze dell'ordine e in seguito alle denunce delle vittime. Solo per Facebook è sufficiente l'iniziativa di chi indaga.

Ma chi viene beccato tra i commentatori osceni delle foto, ora cosa rischia?

Sebbene il più delle volte utilizzino profili fake, è facile risalire ai veri autori dei commenti. Ad oggi, rischiano denunce che vanno dalla diffamazione alle minacce fino all'istigazione a commettere reati. Del resto, per alcune donne, molti arrivavano a chiedere dove abitassero o che posti frequentassero.

Il ddl che presenta Forza Italia

Scoppiato il caso delle piattaforme sessiste, la politica cerca di correre ai ripari. Forza Italia, ieri, ha annunciato un ddl con il suo capogruppo presso la commissione Giustizia in Senato, Pierantonio Zanettin:

virgolette
Stanno emergendo difficoltà per perseguire penalmente i responsabili dei diversi forum in cui vengono diffuse foto e commenti sessisti e diffamatori ai danni delle donne. Manca una normativa efficace, che individui le responsabilità oggettive delle piattaforme, spesso con sede all'estero, che mettono a disposizione una serie di servizi per gli utenti ma poi si chiamano fuori quando scoppia il caso su quanto scritto dagli stessi utilizzatori dei loro portali. Proprio per ovviare a questo problema, ho presentato, insieme ai colleghi Maurizio Gasparri e Stefania Craxi, un ddl che prevede l’individuazione di nuovi reati e una responsabilità amministrativa ai danni delle società che rimangono inottemperanti alle richieste dell’autorità giudiziaria
Zanettin ha fatto presente che non si parte da zero. Non si parte sull'onda dello scandalo delle ultime scoperte:
virgolette
L’iter legislativo è iniziato in commissione giustizia al Senato nella seduta del 5 agosto scorso, relatrice la senatrice Erika Stefani. La cronaca di questi giorni non fa altro che dimostrare l’urgenza di una revisione normativa in materia”
 

 

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