Il piccolo Tommaso Onofri aveva appena 18 mesi quando, la sera del 1 aprile 2006, venne trovato senza vita. Era stato strappato dalla sua famiglia un mese prima, la notte del 2 marzo, rapito dalla sua casa a Casalbaroncolo, in provincia di Parma, da due uomini con il volto coperto: Salvatore Raimondi e Mario Alessi.
L'obiettivo dei malviventi, che avevano come complice anche la fidanzata di Alessi, Antonella Conserva, era quello di richiedere un riscatto: ma il piccolo venne ucciso poco dopo.
Salvatore Raimondi aveva all'epoca 27 anni: oggi ha terminato di scontare la sua pena ed è un uomo libero. Ha lasciato il carcere di Forlì, dov'era detenuto, nelle scorse settimane.
Salvatore Raimondi è l'uomo che prese dal seggiolone il piccolo Tommy, dopo aver fatto irruzione nell'abitazione della famiglia Onofri insieme al complice Mario Alessi.
Sua l'impronta decisiva trovata sul nastro adesivo con cui i genitori del bambino e il fratello maggiore di 8 anni erano stati legati.
All'epoca Raimondi sbarcava il lunario con lavori saltuari ed era un giovane pugile. Oggi ha 46 anni ed è uscito definitivamente dal carcere di Forlì nelle scorse settimane, dopo un periodo di semilibertà, come riporta La Gazzetta di Parma.
Nel processo per il sequestro e la morte del bimbo, una vicenda che sconvolse tutta Italia, fu condannato in abbreviato a 20 anni di reclusione.
Fu il primo a confessare il tragico rapimento, ma non è stato ritenuto colpevole dell'omicidio del piccolo, responsabilità attribuita invece ad Alessi.
Nel corso degli anni ha beneficiato degli sconti previsti dalla "liberazione anticipata" e, dalla primavera del 2024, era in semilibertà, per andare a lavorare come operaio in una ditta di Forlì, per rientrare nel penitenziario la sera.
Già nel 2022 avrebbe potuto essere libero, ma alla condanna se n'è aggiunta un'altra per estorsione nei confronti di un detenuto.
Nel 2016 si è sposato in carcere con un'altra detenuta, che deve ancora terminare di scontare la sua pena.
ha dichiarato la madre del piccolo Tommy, Paola Pellinghelli, intervistata dalla Gazzetta di Parma.
Mario Alessi, muratore, aveva svolto dei lavori in casa Onofri e si era convinto che la famiglia avesse accesso a importanti risorse economiche: sia il padre Paolo che la madre di Tommy erano impiegati alle Poste.
Il sequestro del bambino fu così organizzato per la sera del 2 marzo 2006 da Alessi, per ottenere un riscatto con cui pagare i debiti. La situazione però precipitò in pochi minuti: Tommy "piangeva troppo" e fu ucciso anche per il timore che le forze dell'ordine fossero già sulle loro tracce.
I tre furono arrestati il primo aprile, dopo le indagini degli inquirenti. Il corpo del bambino venne ritrovato la sera stessa in un casolare, ponendo fine a ogni speranza dei familiari di riabbracciarlo sano e salvo.
Era nascosto sotto pochi centimetri di terra e detriti. Presentava segni di strangolamento e colpi alla testa, inflitti con un badile.
Il caso tenne viva l'attenzione degli italiani per lungo tempo. Appelli per la liberazione del bimbo furono lanciati dal palco dell'Ariston a Sanremo, da papa Benedetto XVI e da Franca Ciampi, moglie del presidente della Repubblica Carlo Azeglio.
Mario Alessi è stato condannato in via definitiva all'ergastolo per il rapimento e l'uccisione, mentre Antonella Conserva - l'unica a proclamarsi innocente - sta scontando 24 anni per il sequestro.
Paolo Onofri, che aveva già problemi di cuore, fu fortemente provato dalla vicenda: ebbe un infarto nel 2008 e morì nel 2014, dopo sei anni di coma.
Il piccolo Tommy non è mai stato dimenticato.