29 Nov, 2025 - 12:12

Chi è Mohamed Shahin, l'imam nel nome del quale ieri è stata devastata la redazione della Stampa

Chi è Mohamed Shahin, l'imam nel nome del quale ieri è stata devastata la redazione della Stampa

Mohamed Shahin, imam egiziano di 47 anni residente a Torino da oltre 20 anni nel nome del quale ieri un collettivo Pro Pal ha fatto irruzione e ha devastato la redazione della Stampa, è al centro di un caso giudiziario che divide profondamente politica e opinione pubblica italiana.

Espulso per motivi di sicurezza nazionale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Shahin si trova dal 24 novembre nel CPR di Caltanissetta, nonostante una richiesta di asilo politico e due figli minorenni in Italia. 

Cosa sappiamo dell'imam Mohamed Shahin

Mohamed Shahin guida la moschea Omar Ibn Al Khattab in via Saluzzo, nel quartiere San Salvario di Torino, da anni come figura di dialogo interreligioso.

Egiziano di 47 anni, vive in Italia da 21 anni con permesso di soggiorno di lunga durata.

Nel corso di questi anni ha parlato in scuole, chiese e sinagoghe contro l'Isis e per i diritti umani, guadagnandosi stima trasversale anche tra cattolici.

Oppositore del regime di Al-Sisi in Egitto, che ha denunciato pubblicamente, rischia torture o pena di morte se rimpatriato.​

Il decreto di espulsione lo definisce "radicalizzato", "fondamentalista" e "antisemita", legandolo a presunti vincoli con i Fratelli Musulmani e per aver giustificato l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 come "reazione all'occupazione" durante una manifestazione del 9 ottobre a Torino.

Coinvolto in due procedimenti penali per cortei pro-Palestina (blocco stradale e altro), resta incensurato per reati gravi; la Corte ha convalidato il trattenimento il 27 novembre, ignorando la domanda di asilo.​

Cosa succede dopo il raid nella redazione de La Stampa

Ieri, durante lo sciopero dei giornalisti, un gruppo di circa 100 manifestanti pro-Palestina ha assaltato la redazione de La Stampa a Torino: lancio di letame, vetrate infrante, irruzione negli uffici con slogan contro i "giornalisti complici" dell'espulsione di Shahin.

Il collettivo Ksa ha rivendicato l'azione sui social, accusando il quotidiano di aver dipinto l'imam come "terrorista".

La polizia è intervenuta in tenuta antisommossa, senza arresti immediati; condannato unanimemente come attacco alla libertà di stampa da Fnsi e politici.​

Opinione pubblica e politica spaccati sul caso dell'imam

La vicenda dell'Imam Shahin spacca l'Italia: la destra (Forza Italia, Lega) elogia Piantedosi per aver dimostrato polso fermo per la "sicurezza" e contro il "fondamentalismo", legando Shahin a rischi terroristici e moschee non trasparenti.

La sinistra (Pd, M5S, Avs) oltre che l'Arci, il vescovo di Pinerolo e attivisti pro-Palestina denunciano, al contrario, che contro di lui si sia mosso un "reato d'opinione".

Per questo, chiedono lo stop al rimpatrio in Egitto e organizzano mobilitazioni con presidi e petizioni. Ma ieri si è sfociato in una violenza inaccettabile.

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