A Viale Mazzini torna a muoversi il grande risiko delle poltrone. Secondo indiscrezioni che circolano negli ambienti della Rai, sarebbe ormai vicino un nuovo giro di nomine ai vertici dell’azienda pubblica. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella che riguarda Marco Caputo che potrebbe presto essere chiamato a guidare la delicata direzione delle Risorse Umane.
La voce, che trapela da alcuni giorni dai corridoi della sede Rai di via Severo, indica Caputo come il possibile successore dell’attuale direttore del personale Felice Ventura. Una scelta che rientrerebbe nella più ampia riorganizzazione interna che l’azienda sta portando avanti negli ultimi mesi, con l’obiettivo di ridisegnare alcune strutture strategiche.
Caputo è considerato una figura con una solida esperienza manageriale all’interno del servizio pubblico, maturata soprattutto nel settore radiofonico. Il suo eventuale approdo alla direzione del personale rappresenterebbe quindi un passaggio significativo, visto il ruolo centrale che le Risorse Umane hanno nella gestione delle carriere, delle assunzioni e dell’organizzazione interna dell’azienda.
Se Caputo dovesse prendere il posto al personale, per Felice Ventura si aprirebbe invece una nuova e più ampia prospettiva. L’ipotesi che prende quota è quella della creazione di una super direzione che accorperebbe le relazioni istituzionali e le relazioni internazionali della Rai.
Una struttura che, nelle intenzioni dei vertici aziendali, dovrebbe rafforzare il ruolo del servizio pubblico nei rapporti con le istituzioni italiane e con i partner internazionali. Ventura potrebbe dunque trovarsi a guidare questa nuova area strategica, con il supporto di altri due direttori incaricati di seguire separatamente i due ambiti.
Per quanto riguarda le relazioni istituzionali, tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Marco Zela, attualmente direttore delle relazioni esterne e della comunicazione corporate della Rai. Le deleghe oggi in capo alla comunicazione potrebbero infatti essere trasferite proprio nella nuova direzione istituzionale.
Intanto emergono novità anche sul fronte logistico e organizzativo. La sede Rai di Borgo Sant’Angelo, a pochi passi dal Vaticano, non sarà dismessa come era stato ipotizzato nei mesi scorsi nell’ambito del piano immobiliare dell’azienda.
Il palazzo, che ospita tra l’altro la direzione di Rai Vaticano, resterà operativo ma sarà interessato da un importante progetto di riorganizzazione degli spazi. Il piano prevede un restyling profondo degli ambienti di lavoro, con l’introduzione del modello open space già adottato in altre sedi dell’azienda.
L’obiettivo è ridurre progressivamente gli uffici individuali e favorire spazi condivisi. Solo il direttore e la segreteria manterranno stanze dedicate, mentre giornalisti e funzionari lavoreranno in ambienti comuni. Anche le postazioni personali verranno eliminate: al loro posto saranno introdotti piccoli armadietti individuali per gli effetti personali.
Il nuovo modello prevede inoltre una presenza flessibile in sede. I dipendenti dovranno prenotare la propria postazione nei giorni di lavoro in ufficio e gli spazi potranno essere utilizzati anche da personale proveniente da altre sedi Rai.
Nel frattempo il Tg2 si prepara a festeggiare un traguardo importante: i 50 anni dalla nascita della testata. Domenica 15 marzo è prevista una giornata speciale al MAXXI di Roma, dove verrà proiettato il documentario “Tg2: 50 anni di notizie”, realizzato da Rai Documentari.
Il secondo telegiornale della Rai debuttò il 15 marzo 1976, dopo la riforma del sistema radiotelevisivo che introdusse redazioni autonome per ciascuna rete. Diretto da Andrea Barbato e condotto nella prima edizione da Piero Angela, il Tg2 si impose fin dall’inizio per uno stile innovativo e per una linea editoriale laica.
Durante la presentazione dell’evento, il direttore Antonio Preziosi ha sottolineato come il contesto dell’informazione sia profondamente cambiato rispetto al passato, soprattutto a causa della rivoluzione digitale e della moltiplicazione delle fonti.
Proprio in questa fase di rinnovamento, secondo quanto emerge da fonti interne, il Tg2 potrebbe presto vedere anche l’arrivo di quattro nuovi capiredattori. Un segnale ulteriore di un possibile riassetto della struttura editoriale della testata, che si prepara ad affrontare le sfide dell’informazione nell’era digitale mantenendo al centro credibilità e verifica delle fonti.
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