11 Mar, 2026 - 17:05

D'Alema non crede che l'Iran potesse essere una minaccia e sul Kosovo spiega come andarono i fatti

D'Alema non crede che l'Iran potesse essere una minaccia e sul Kosovo spiega come andarono i fatti

Oggi è tornato in auge Massimo D'Alema. L'ex premier, infatti, ha dato una lunga intervista a Repubblica nella quale ha parlato della situazione internazionale, in modo particolare della guerra in Iran e in Ucraina. 

Con Annalisa Cuzzocrea, poi, ha avuto anche modo di tornare sulla guerra cui diede l'ok lui quando rivestiva il ruolo di presidente del Consiglio, quella contro la Serbia: i bombardamenti a Belgrado avvennero senza alcun avallo dell'Onu. Ma, oggi, contrariamente a quanto faccia per l'Iran, li giustifica.

D'Alema non crede che l'Iran potesse minacciarci e svela come andarono le cose in Kosovo

D'Alema ha specificato di non essere un pacifista, ma che la guerra di Usa e Israele in Iran proprio non la capisce:

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Trump e Netanyahu rappresentano, senza nulla togliere alla gravità delle dittature e dei regimi, un fenomeno di imbarbarimento del mondo occidentale che non solo non riuscirà ad arginare il cambio di rapporti di forza, ma rischia di far perdere anche quel primato morale, quella legittimazione derivante dalla coerenza nella difesa dei diritti umani, che è stata una delle ragioni per cui l'Occidente ha potuto garantire un certo ordine al mondo

Secondo l'ex premier, davanti a questo stato di cose, "bisognerebbe ridare forza a una prospettiva democratica dell'Occidente che oggi si vede umiliata da una destra fanatica, razzista, guerrafondaia, che rappresenta una minaccia innanzitutto per le nostre democrazie".

Per D'Alema, "servirebbe un'Europa con la schiena dritta". Cosa che è lontana mille miglia soprattutto a giudicare il comportamento del nostro governo.

In ogni caso, l'ex presidente del Consiglio vede troppa ipocrisia in giro. Non crede che l'Iran potesse costituire una minaccia e originare una guerra:

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La destra vuole distruggere l'Iran perché l'Iran contrasta il disegno imperiale di Israele, non perché perseguita le donne. D'altro canto, in Venezuela, Trump non ha portato la democrazia, ma ha tutelato i propri affari. La repressione nei confronti delle ragazze e dei ragazzi iraniani è orribile, ma l'Iran non costituiva una seria minaccia militare rispetto alla potenza nucleare e tecnologica di Israele

Al che Cuccocrea ha insistito sul punto: l'Iran non sarebbe una minaccia reale né per il nucleare né per il terrorismo? E D'Alema l'ha messa così:

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Non credo che lo sia. Anche per l'Iraq sostennero di avere le prove certe, la pistola fumante, della minaccia nucleare di Saddam. Ma era un falso fabbricato dagli americani insieme ai servizi segreti di Israele. L'ideologia che unisce in questo momento la destra americana e Israele ha cancellato la prospettiva di uno stato palestinese e spinto verso uno scontro di civiltà, una guerra di religione, una crociata nel nome della quale tutto è giustificato. Non saprei come definirla se non come una regressione barbarica dell'Occidente

D'Alema racconta la crisi del Kosovo

Il primo presidente del Consiglio ex comunista che abbia avuto l'Italia, infine, ha raccontato la sua guerra, quella in Serbia per il Kosovo:

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Io non sono un pacifista, ma la guerra deve avere un senso politico. Questa, come ha detto papa Leone, è illegale, immorale e pericolosa per l'umanità. Non siamo nemmeno in grado di escludere che sia mossa da interessi personali o addirittura dall'esistenza di ricatti...

Quella in Serbia, invece?

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Noi stavamo intervenendo per porre fine alla lunga e tragica guerra civile balcanica che era costata già 300 mila vittime. Sentimmo il dovere di fare qualcosa per fermarla. Ci furono discussioni aspre. Al vertice Nato a Washington, Blair e Aznar volevano invadere la Serbia. Noi, la Francia, la Germania, e infine anche Clinton dicemmo no. Non volevamo cambiare nessun regime, ma imporre alla forze armate serbe, ai gruppi paramilitari serbi che stavano massacrando la popolazione del Kosovo, di ritirarsi. Il giorno in cui lo fecero, per noi la guerra era finita

 

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