Ve la ricordate la Francesca Albanese che a Reggio Emilia disse di perdonare il sindaco che aveva fatto cenno agli ostaggi israeliani dicendo "ma mi prometta che non lo dice più"?
Beh, oggi, la madonna pellegrina dei Pro Pal è tornata a colpire quasi con la stessa arma.
La relatrice speciale Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati si è sentita di condannare il raid dei Pro Pal di Torino che hanno devastato la redazione della Stampa con un avvertimento verso i giornalisti:
Francesca Albanese ha espresso una condanna formale all'irruzione, ma ha immediatamente contestualizzato:
ha detto la collaboratrice dell'Onu ai giornalisti.
Incredibile ma vero: durante l'evento "Rebuild Justice" all'Università Roma Tre, in occasione della Giornata di solidarietà con il popolo palestinese, Albanese ha aggiunto di comprendere la rabbia dei manifestanti – "è anche la mia" – e incoraggiato azioni non violente, pur criticando i media per mancanza di analisi e contestualizzazione.
La premier Giorgia Meloni ha telefonato al direttore Andrea Malaguti per esprimere solidarietà e ha condannato le parole di Albanese:
Fratelli d'Italia, Lega e persino il Partito Democratico hanno criticato duramente la relatrice Onu, definendo il suo commento "soft" e "agghiacciante", con post virali sui social che parlano di "messaggio intimidatorio ai giornalisti".
Albanese ha replicato accusando i detrattori di volere "affossarla", mentre Mattarella ha inviato un messaggio di ferma condanna all'intera redazione.
La Digos, intanto, ha identificato 34 manifestanti. Ma la gironata di oggi è servita a identificare anche qualche mandante, nelle vesti di "cattiva maestra".
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