La Procura di Milano ha aperto un'indagine per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza su tre protagonisti della scalata di Montepaschi (Mps) a Mediobanca: Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio.
Al centro delle contestazioni, c'è un presunto accordo non comunicato al mercato e alle autorità come Consob, Bce e Ivass, che avrebbe permesso di superare congiuntamente la soglia del 25% del capitale di Mediobanca, evitando un'Opa obbligatoria.
Nello specifico, le dichiarazioni del ministero dell'Economia, un sms del ministro Giorgetti e gli interventi del deputato leghista Bagnai potrebbero aver favorito la scalata di Mps a Mediobanca
L'operazione, completata tra gennaio e ottobre 2025 con Mps che ha raggiunto l'86,4% delle adesioni all'offerta pubblica di scambio, solleva dubbi su acquisti coordinati di azioni, inclusi quelli su Mps dal Tesoro nel 2024.
Il direttore generale del Tesoro, Francesco Soro, ha negato contatti con investitori durante la vendita del 15%delle azioni Mps, mentre Caltagirone e Delfin confermano che il ministero indicava chiaramente i soggetti da coinvolgere nella procedura.
La vendita delle azioni governative fu organizzata tramite Banca Akros, un intermediario definito "insolito", con offerte identiche da parte di Caltagirone e Delfin che hanno subito sollevato il sospetto che si trattasse di un'azione concertata.
Davanti a questo scenario, con l'Ue pronta ad aprire una procedura d'infrazione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di riferire in parlamento.
Anche se l'esponente del governo ha messo già le mani avanti:
L'operazione finanziaria ha assunto una dimensione politica per il coinvolgimento del Tesoro, azionista di Mps, e sospetti di ingerenza governativa nel risiko bancario.
Mediobanca ha respinto l'offerta di Mps, mentre l'approvazione dell'aumento di capitale Mps nell'aprile 2025 ha alimentato accuse di opacità da parte dell'opposizione.
Intercettazioni rivelano conversazioni su un "supporto" del governo, con il Ministero dell'Economia accusato di passi falsi come la scelta di Akros per valutazioni e dimissioni di consiglieri in quota Tesoro.
Come dire: la scalata ha rivoluzionato gli equilibri su Generali, con Caltagirone e Milleri sospettati di mire sul Leone di Trieste, trasformando la partita in un'arena tra poteri finanziari e Palazzo Chigi.
Il Pd accusa il governo Meloni di interventismo distortivo, favorendo Mps-Mediobanca contro operazioni come UniCredit-Bpm, con uso sproporzionato del golden power e acquisti di casse previdenziali su Mediobanca.
Antonio Misiani, responsabile economia della segreteria dem, ha denunciato un "disegno di puro potere", chiedendo a Giancarlo Giorgetti di riferire in Parlamento sul ruolo del Tesoro.
Giorgetti, da parte sua, ha replicato con una nota:
Gli sviluppi, se ci saranno, fioriranno in parlamento. Anche perché la Commissione Ue ha avviato la procedura d'infrazione all'Italia per i "poteri speciali".
Intanto, anche Fratelli d'Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, ha tenuto a precisare:
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