Cristiano Ronaldo ottiene un’altra importante vittoria legale contro la Juventus. Il tribunale di Torino ha confermato che il club bianconero deve versare all’attaccante portoghese 9,8 milioni di euro, cifra stabilita dall’arbitrato del 2024, chiudendo così un contenzioso iniziato diversi anni fa.
Il giudice del lavoro Gian Luca Robaldo ha rigettato il ricorso della Juventus, confermando l’esito dell’arbitrato che riconosceva a Ronaldo la metà della somma originariamente pattuita. Con gli interessi, l’importo totale sfiora gli 11 milioni di euro.
Ronaldo è stato difeso da un team legale di alto profilo guidato da John Shehata, con il supporto dei professori Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tardati.
La vicenda affonda le radici nel periodo del Covid-19, quando la Juventus aveva concordato con alcuni calciatori una sospensione temporanea degli stipendi. Con Ronaldo era stato firmato un accordo scritto, noto come “carta Ronaldo”, che prevedeva il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro come residuo del suo ingaggio lordo.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta Prisma, il documento non era mai stato registrato a bilancio e il pagamento non è mai stato effettuato, poiché l’estate successiva Ronaldo era stato ceduto al Manchester United.
Ronaldo aveva citato ufficialmente la Juventus nel settembre 2023. L’arbitrato del 17 aprile 2024 aveva stabilito che il portoghese aveva diritto a ricevere la metà della cifra pattuita, escludendo qualsiasi intento di inganno da parte del club.
La Juventus aveva provato a opporsi, ma il Tribunale di Torino ha confermato la decisione, sancendo il diritto di Ronaldo a incassare 9,8 milioni di euro.
Oltre all’impatto economico, la vicenda riporta sotto i riflettori la gestione finanziaria del club durante il periodo post-Covid. La “carta Ronaldo” resta simbolo delle difficoltà del club nell’amministrare i rapporti con i propri campioni e le complessità dei conti interni.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *