02 Feb, 2026 - 08:00

Le lettere di due studentesse, una israeliana e l’altra palestinese, diventano un libro

Le lettere di due studentesse, una israeliana e l’altra palestinese, diventano un libro

Si attende la fine del mondo. Uno scienziato, il fisico Heinz von Foerster, professore dell’Università di Harvard, in un articolo pubblicato sulla rivista Science scrive che a determinare la fine del pianeta il 13 novembre del 2026 sarà l’incontrollata crescita demografica, con troppe persone e poche risorse per tutti. Arriva a questa conclusione dopo un lungo ragionamento ma non ho le competenze per confutare le considerazioni dello scienziato e preferisco sottolineare, al tempo della guerra, l’importanza di un libro, “I nostri cuori invincibili” edito da Ponte alle Grazie, e scritto da una studentessa di Gaza, Tala Albanna, e una studentessa israeliana, Michele Amzalak.

Dal confronto si superano le diffidenze e si contrasta l’odio

Mentre si attende la fine del mondo c’è qualche segnale positivo che arriva proprio dai giovani. E’ la corrispondenza tra una studentessa di Gaza e una studentessa israeliana: lettere che il giornalista de ‘Le Nouvel Obs’ e curatore del libro, Dimitri Krier, è riuscito a procurarsi e pubblicare facendo da tramite tra le loro due autrici al culmine della crisi del conflitto israelo-palestinese, tra marzo 2024 e luglio 2025. A scriversi, su invito del curatore del volume, sono due studentesse ventenni che originariamente vivevano a 12 chilometri di distanza: l’una a Gaza, l’altra in un vicino centro abitato israeliano. “Oltre a non essersi mai viste, era come abitassero su pianeti diversi. Ma ora, a circondare entrambe, mentre superano la diffidenza, cominciando a svelarsi circospette sogni e speranze, ci sono paura, odio, dolore e morte” commenta l’agenzia Agi. E’ un dialogo necessario, rispettoso, si avvicinano, si comprendono, sono entrambe vittime innocenti. E’ un libro che dà fiducia, anche se la data indicata dallo scienziato per la fine del mondo, fa paura.

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