Più di quindici anni sul grande schermo, ma ancora tanta ansia al solo guardarsi. Sam Claflin, l'attore che abbiamo visto brillare in “Hunger Games: La ragazza di fuoco” (2013), “Me Before You” (2016) e nella serie “Daisy Jones & The Six” (2023), ha raccontato nel podcast “Happy Place” di avere un rapporto fragile e doloroso con il suo corpo.
Ha parlato di come anni di scene a torso nudo, preparazioni fisiche estreme e pressioni di industria abbiano alimentato una forma di dismorfia corporea che ancora oggi definisce una “lotta quotidiana”.
#TheHungerGames star Sam Claflin says his body dysmorphia worsened due to shirtless scenes in Hollywood movies.
— Variety (@Variety) February 4, 2026
“I had a topless scene in one of my first movies, but it wasn’t in the script and I got told a week before they were going to [take] my top off. I was like, ‘Sh*t, I… pic.twitter.com/G9Qb12hzh4
Nel podcast di Fearne Cotton, l’attore ha spiegato che molti dei ruoli all’inizio della sua carriera prevedevano scene topless, spesso aggiunte in corsa, come accaduto in uno dei suoi primi film, quando gli fu detto una settimana prima che avrebbe dovuto togliersi la maglietta in scena. Claflin ricorda di essersi sentito immediatamente impreparato, terrorizzato dall’idea di mostrarsi “non abbastanza scolpito” in quello che di fatto era il suo biglietto da visita per Hollywood.
Collega in modo diretto questa pressione ai franchise in cui è esploso, da “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare” a “Hunger Games”, dove il corpo maschile è esso stesso considerato un plus, un elemento spettacolare da modellare e giudicare in un film.
In un’intervista al Telegraph aveva parlato esplicitamente di “assunzione hollywoodiana” secondo cui sono gli uomini con il six-pack a vendere i film:
ha detto Claflin.
ha aggiunto.
Claflin dice di sentirsi attualmente ancora “incredibilmente insicuro”, al punto da odiare persino la propria faccia quando si rivede sullo schermo. Ha confessato di aver detestato la visione di un suo recente film proprio per come percepiva il suo aspetto.
L’idea di doversi spogliare in scena lo manda in ansia, tanto da portarlo a passare ore e ore in palestra e a restringere drasticamente l’alimentazione pur di raggiungere un ideale fisico che crede sia richiesto dalla produzione.
Claflin parla della dismorfia come di “una vera lotta quotidiana”. Il giudizio altrui sul suo corpo e sulla sua persona continua a pesare in modo sproporzionato.
aggiunge.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *