05 Feb, 2026 - 15:58

Vittorio Feltri è una furia contro Vannacci: "Vada a godersi la pensione al circolo ufficiali"

Vittorio Feltri è una furia contro Vannacci: "Vada a godersi la pensione al circolo ufficiali"

Da uomo a uomo. Anzi, da leghista a leghista. Sono le parole che Vittorio Feltri riserva a Roberto Vannacci.

Il direttore è una furia contro il Generale che ha deciso di abbandonare la Lega.

Per questo, lo accusa di essere un dilettante della politica, un autolesionista. Anzi, rischiando una querela, anche di essere un cr****o.

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Non lo dico per insultare. Lo dico per chiarezza, In politica, non si molla un partito dopo pochi mesi, dopo essere stati eletti sotto quella bandiera, dopo aver accettato persino l'incarico di vice segretario, cioè di numero due. Non si prende la borsa e si esce sbattendo la porta come se si fosse a una lite di condominio. Questo non è coraggio, non è libertà, non è visione. È dilettantismo

Feltri contro Vannacci: "Andasse a godersi la pensione al circolo ufficiali"

E quindi: Vittorio Feltri, come tutti i leghisti, ha davvero il dente avvelenato contro Vannacci. Probabilmente, il direttore, come i suoi compagni di partito (Feltri è consigliere regionale in quota Lega in Lombardia), non credeva che il Generale andasse fino in fondo, arrivasse davvero alla rottura.

Ma tant'è: per lui, ha fatto male i conti. 

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Quando Vannacci approdò alla Lega, la cosa non mi stupì

rivela il direttore. Il motivo è presto detto e fu meritorio:

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Salvini lo aveva capito: Vannacci poteva essere una testa d'ariete contro il politicamente corretto, contro il wokismo

Del resto, dopo il successo del suo libro "Il mondo al contrario", paradossalmente lanciato da Repubblica ("un capolavoro di autolesionismo progressista"), e dopo i 500 mila voti alle europee del 2024, il Generale era, per Feltri, "un personaggio che parlava alla pancia ma anche alla testa della gente comune".

Peccato che la delusione fosse dietro l'angolo:

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E invece cosa fa il Generale? Il conformista. E opera il voltafaccia: esattamente quello che la peggior politica italiana ha sempre fatto: pensa alla carriera personale e butta via tutto il resto

Feltri boccia il partito di Vannacci

Vittorio Feltri non vede alcun futuro per il partito di Vannacci:

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Pensa di farsi un partito suo, di vera destra, come se la Lega fosse una bocciofila e non un partito strutturato, con una classe dirigente, una storia, un radicamento. È una manovra ridicola. E velleitaria. Non perché le idee che diceva prima siano diventate sbagliate, non lo sono affatto, ma perché con questa scelta le ha trasformate in stracci, in pretesti per una carriera da fallito

Con lui, sbaglia poi la sinistra. Per il direttore, infatti, già lo incensa sperando che la sua rottura con il centrodestra risulti decisiva per la sua vittoria alle politiche del 2027, come ha messo nero su bianco Matteo Renzi  

Sta di fatto che per Feltri, "la gente sopporta molte cose, ma non di essere trattata da scema".

La conclusione del direttore, quindi, è che da buon Generale in pensione, Vannacci farebbe meglio ad andare al circolo ufficiali:

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Noi abbiamo sempre pensato che almeno i Generali fossero uomini. Non caporali. Invece questo Generale ha dimostrato di comportarsi come un caporale qualsiasi, pronto a guidare quattro sbandati verso una Caporetto che farebbe impallidire persino Cadorna. Amen

Feltri ne fa una questione di coerenza:

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In politica come nella vita militare non è un optional. Se poi mi sbaglierò pazienza. Sarebbe la prima volta
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