05 Feb, 2026 - 15:05

Dopo la Lega, anche il Pd rischia una nuova scissione?  Schlein tace e i riformisti alzano la voce 

Dopo la Lega, anche il Pd rischia una nuova scissione?  Schlein tace e i riformisti alzano la voce 

L’ultima campagna mediatica del Pd sul referendum costituzionale sulla giustizia continua a far discutere. L’associazione voto favorevole al ‘Sì’ e fascismo non è piaciuta a destra, ma non è piaciuta neanche tra le mura amiche del Nazareno. 

Sono state diverse, infatti, le voci discordanti levatesi nel partito soprattutto tra i cosiddetti riformisti. Pina Picierno e Elisabetta Guelmini hanno apertamente criticato la scelta del partito, ma critiche sono arrivate anche da Lia Quartapelle e Stefano Ceccanti. 

Sullo sfondo di una polemica che è solo l’ultima in ordine di tempo, torna a riaffacciarsi una domanda che nel Nazareno in molti temono: dopo la Lega, anche il Pd rischia una nuova scissione?

E’ noto a tutti che negli ultimi tempi al Nazareno non si capiscano proprio bene e nella corrente dei Riformisti il disagio appare palese. Solo qualche settimana fa Pina Picierno aveva denunciato di sentirsi ‘bullizzata’ all’interno del partito. 

Pd a rischio scissione, Schlein alla prova della direzione: tregua possibile o nuovo strappo?

Probabilmente il problema sarà affrontato domani nel corso della direzione nazionale del partito convocata dalla segretaria Elly Schlein a seguito dell’insistenza di diverse frange Pd. L’ultima direzione era stata convocata lo scorso 23 settembre. All’ordine del giorno ci sarà  la relazione della segretaria e l’ individuazione finestra congressi di federazioni. 

Elly Schlein riuscirà anche questa volta a ricucire lo strappo e a siglare una tregua interna? Una prima risposta potrebbe arrivare già il giorno successivo.

Il 7 febbraio, infatti, a Modena è in programma il convegno “Crescere tutti, crescere insieme: mettere in agenda la lotta alla povertà”, organizzato da Graziano Delrio e rivolto in particolare all’area riformista del Pd. Dal tono e dalla portata degli interventi si capirà se le posizioni si saranno avvicinate o ulteriormente allontanate.

Non passa inosservato, inoltre, un dettaglio simbolico: nella locandina dell’evento, accanto al logo del Pd, compare anche il nuovo simbolo del gruppo “I riformisti”.

Referendum, i riformisti alzano la voce: Picierno, Gualmini e Ceccanti contro la linea Pd

L’ultimo caso esploso tra le mura del Nazareno riguarda il referendum sulla giustizia e più precisamente una campagna social firmata dal PD in cui in pratica si equipara chi vota per il Sì a posizioni di estrema destra. 

A suscitare maggiore scalpore è stato il video in cui vengono riproposte le immagini del saluto romano con il braccio alzato in avanti e il presente urlato tre volte, mentre in sovrimpressione scorre il messaggio:

“Loro votano sì, ricordagli che la Costituzione è antifascista. Vota No per difendere la Costituzione.”

Nel testo che accompagna il video si legge anche:
“Casapound annuncia il sostegno alla riforma del Governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione”.

La linea ufficiale del partito è evidentemente per il No alla riforma della giustizia, tuttavia, le sensibilità all’interno sono differenti e in molti hanno subito l’indicazione della segreteria, mentre molti altri hanno apertamente dichiarato l’intenzione di votare Sì.

Tra questi c’è anche la vicepresidente del Parlamento Europeo, la riformista Pina Picierno che ieri ha commentato così il video del suo partito:

virgolette
La linea comunicativa del Pd che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del PD sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista.

Altrettanto dura è la posizione dell’europarlamentare Elisabetta Gualmini:

virgolette
Il video del Pd che dice che chi vota Si al referendum e’ un fascista raggiunge forse il punto più basso di qualsiasi polemica politica. Quindi chi sosteneva la mozione Martina nel 2019 e il programma del Pd nel 2022 erano tutti fascisti.

Il costituzionalista ed ex deputato dem  Stefano Ceccanti, impegnato con Libertà Eguale nella campagna per il sì al referendum ha accusato: 

virgolette
“Da molti me lo posso aspettare, ma dalla campagna ufficiale di un partito serio e con cultura di governo come il Pd, no. Sarebbe bene che qualcuno vigilasse da qui in avanti.

E ancora su X è intervenuta anche la deputata del Pd Lia Quartapelle: 

virgolette
Voterò no al referendum giustizia per tante buone ragioni, di merito e politiche. Penso che il mio partito, il Pd, possa fare campagna per il no spiegando queste ragioni, senza scorciatoie da social che hanno come unico risultato di allontanare le persone da convincere.

Insomma, il dissenso è palese e manifesto.

Dal ddl antisemitismo alla sicurezza: una settimana di fratture nel Pd 

Come palese e manifesto è stato il dissenso alla linea ufficiale del partito sul ddl sull’antisemitismo che la scorsa settimana ha prodotto una spaccatura tra i commissari democratici in Commissione Affari Costituzionale al Senato.

Il Pd ha presentato un testo ‘ufficiale’ a firma Andrea Giorgis, prendendo le distanze dal ddl presentato dal senatore Graziano Delrio. 

I riformisti alla fine hanno deciso di non firmare il Ddl ufficiale del Pd, continuando ad appoggiare quello di Graziano Delrio che il partito non ha ritenuto di dover adottare. 

Si tratta di Filippo Sensi, Simona Malpezzi, Walter Verini, Sandra Zampa e Graziano Delrio.

Nella giornata di ieri, inoltre, posizioni divergenti si registrarono sulla mozione unica delle opposizioni sulla sicurezza dopo gli scontri di Askatasuna. I riformisti avrebbero espresso perplessità, sia dal punto di vista “politico” che “comunicativo”, rispetto alla risoluzione unitaria per sensibilità non del tutto coincidenti con Avs.

Perplessità manifestate nella riunione da Filippo Sensi, Simona Malpezzi, Sandra Zampa.

I casi citati riguardano solo l’ultima settimana. Ed è anche per questo che, al Nazareno, l’ipotesi di una scissione nel Pd non appare più come uno scenario del tutto improbabile.

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