La presentazione è di Leonardo Pieraccioni e già questo la dice lunga sulle caratteristiche del libro “C'era una volta in Toscana. Storie, tradizioni e leggende dalla regione più ganza d'Italia” pubblicato da Giunti e scritto dall’attore e conduttore radiofonico Gianmaria Vassallo.
E proprio il regista toscano scrive “che la memoria bella di queste pagine la si tramandi ai nostri figlioli! Perché lì c’è poesia, c’è cuore, c’è vita, ché solo di TikTok senz’anima alla fine poi si more…ni burrone”.
La Toscana è da sempre conosciuta come una terra di luoghi splendidi, storie appassionanti e tradizioni più o meno bizzarre agli occhi di chi toscano non è, ma amatissime dai suoi abitanti. Sono tratti caratteristici che forse non esisterebbero senza i toscani, i quali sembrano possedere senza eccezioni un senso di autoironia e una capacità di cavarsela con astuzia che li distingue da tutto il resto d'Italia. Ma tra i dolci pendii collinari e le splendide città d'arte si nasconde molto di più. Infatti, nonostante sia un luogo tra i più famosi e visitati al mondo, in Toscana ci sono diverse storie e leggende non così note: per esempio, chi era davvero il Robin Hood di Radicofani? Si chiamava Ghino di Tacco e negli anni Ottanta diventò popolare perché Bettino Craxi lo usava come pseudonimo. Cosa c'entra la maga Circe con la fondazione di Prato? Come fa il tempo a scorrere al contrario in un orologio del Duomo di Firenze? E cosa c'è scritto su quell'incisione misteriosa nella cattedrale di Siena?
Gianmaria Vassallo, in questo libro, ci accompagna in un viaggio in Toscana “la regione più ganza d’Italia” dice lui.
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