Il 10 febbraio è il Safer Internet Day 2026 e in vista della giornata sono stati diffusi i risultati di un’indagine condotta dal Moise con l’Istituto Piepoli. Oltre la metà dei ragazzi trascorre più di tre ore al giorno online e uno su due utilizza l’intelligenza artificiale per fare i compiti. E’ il dato che emerge dallo studio.
I racconti di 1.546 studenti di scuole medie e superiori raccontano lo spaccato di una generazione iperconnessa (55% oltre 3 ore al giorno online), ma anche esposta a possibili violenze digitali. Quasi un quarto ha incontrato di persona sconosciuti conosciuti su internet, il 23% è stato vittima di cyberbullismo o vi ha assistito ma solo il 5% ha chiesto aiuto.
Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell’orario scolastico, con il 14% che supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo dominante per il 93% degli intervistati. Il 64% si dice molto o abbastanza attivo sui social, mentre il 63% usa sempre o spesso la propria vera identità.
Le relazioni con sconosciuti online sono molto diffuse: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto online, con un picco del 31% tra i 15-17enni. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il 51% dei giovani la utilizza regolarmente (71% tra gli studenti delle superiori), il 29% la usa sempre o spesso per fare i compiti (54% tra i 15-17enni). Episodi di cyberbullismo sono stati denunciati dal 7% degli studenti interpellati e il 16% ha assistito come testimone. Pochissimi trovano il coraggio di denunciare.
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