10 Feb, 2026 - 15:40

Treni sabotati per le Olimpiadi: perché, dopo la rivendicazione degli anarchici, per Vittorio Feltri è terrorismo

Treni sabotati per le Olimpiadi: perché, dopo la rivendicazione degli anarchici, per Vittorio Feltri è terrorismo

Inutile o, peggio, sbagliato, girarci attorno, addolcire la pillola: il sabotaggio di alcuni treni, rivendicato dagli anarchici per protestare contro le Olimpiadi di Milano-Cortina, è terrorismo.

A spiegarlo, è oggi il direttore Vittorio Feltri sul Giornale.

Per lui, non si possono sottovalutare gli episodi dei giorni scorsi. Bisogna tenere gli occhi ben aperti. E chiamare le cose con il loro nome.

L'allarme terrorismo di Feltri dopo il sabotaggio dei treni

Partiamo dai fatti: sono due le notizie di oggi.

La prima è che gli anarchici hanno rivendicato i sabotaggi dei treni dei giorni scorsi.

L'hanno fatto, secondo il Corriere della Sera, con un messaggio comparso sul sito d'informazione sottobosko.noblogs:

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Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore. La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio

Il messaggio, poi, prosegue con l'invito ad "armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e della moltiplicazione dei suoi fronti".

La conclusione, infine, è davvero inquietante:

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Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce

La seconda notizia arriva dalle parole dei portavoce del famigerato centro sociale di Torino Askatasuna:

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Pensiamo che il 31 gennaio sia stato un passaggio per costruire a livello collettivo e popolare l'opposizione al governo...

Il 31 gennaio è stato il giorno della manifestazione con il poliziotto preso a martellate.

Ma tant'è: ora, in calendario già c'è un'altra data per una nuova manifestazione, il 28 marzo a Roma.

A fronte di tutto questo, quindi, Vittorio Feltri invita a tenere alta la guardia:

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Cavi ferroviari tranciati. Ordigni piazzati lungo le linee. Un incendio doloso in prossimità dei binari. Un dispositivo che è esploso e che, per pura fortuna, non ha provocato vittime. Tutto questo non è protesta, non è tensione sociale. È sabotaggio. È terrorismo. Chi continua a far finta di non capirlo o mente sapendo di mentire oppure è prigioniero di un'ideologia che gli impedisce di chiamare le cose con il loro nome

Il monito di Feltri: "Non servono i morti"

Per il direttore editoriale del Giornale, non bisogna arrivare a contare i morti per chiamare le cose con il loro nome:

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Non servono i morti per riconoscere l'avvento di una nuova stagione del terrore. Gli anni di piombo non sono iniziati con le stragi, ma con una lunga fase di sottovalutazione, di giustificazionismo, di ammiccamenti culturali verso chi sbagliava ma aveva delle ragioni. Le stesse frasi che sentiamo oggi. Le stesse omissioni...

Per questo, a parere di Feltri, la Procura fa bene a indagare per terrorismo, per di più in una città simbolo degli anni di piombo come Bologna.

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Finché non avremo il coraggio di ammettere che esiste un terrorismo ideologico che agisce nel cuore dell'Occidente, che colpisce lo Stato e i cittadini, continueremo a rincorrere gli eventi anziché prevenirli

Feltri crede che "non è repressione chiamare il terrorismo con il suo nome. Non è fascismo difendere i treni, le strade, le persone. Non è autoritarismo impedire che qualcuno giochi con ordigni e sabotaggi come se fossero petardi da festa di paese". E pensa che serva un'azione risoluta dello Stato "perché le democrazie muoiono quando non si difendono". 

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