Sarebbe stata provocata da traumi da precipitazione la morte di Zoe Trinchero, trovata in un canale di Nizza Monferrato, nell'Astigiano, nella notte tra venerdì e sabato. A chiarirlo, i primi risultati dell'autopsia eseguita sul suo corpo dal medico legale Alessandra Cicchini.
L'esame, svolto nella mattinata di oggi, 10 febbraio, ha fornito elementi decisivi per ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio.
Secondo le prime anticipazioni, la 17enne sarebbe morta in seguito alla caduta da un'altezza di circa tre metri e al conseguente impatto con il terreno.
Al momento della spinta da parte del killer, Alex Manna, già reo confesso, era dunque ancora viva, anche se non si può escludere che fosse priva di sensi.
Manna ha ammesso di aver colpito la 17enne con pugni al volto e di averla poi "tirata giù nel dirupo", preso dal panico. Ha anche detto di aver avuto una relazione con lei "due o tre anni fa" e di averla avvicinata proprio per chiarire la loro situazione, visto che lui in passato l'aveva tradita. Un'amica di Zoe lo ha però smentito, spiegando che sarebbe stata lei ad avere una storia con il ragazzo.
Altri amici della vittima, intercettati dalla trasmissione Rai "Storie Italiane", hanno raccontato che forse lei e Alex "si erano appartati per discutere" del fatto che lui, qualche settimana prima, ci avesse provato con lei. "Pensiamo che all'ennesimo rifiuto sia scattato qualcosa", hanno detto.
Dopo il ritrovamento del corpo della 17enne da parte di un residente,
Gli accertamenti proseguono serrati. Intanto, dal carcere di Alessandria, dove è recluso, attraverso l'avvocato Patrizia Gambino, Manna ha chiesto scusa alla famiglia Trinchero. È accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *