In vista del vertice europeo del 12 febbraio 2026, Emmanuel Macron propone un nuovo prestito congiunto per rafforzare gli investimenti nei settori strategici e spinge per un’Europa più autonoma di fronte a Stati Uniti e Cina. La proposta francese si scontra con la posizione del governo tedesco guidato da Friedrich Merz.
In un’intervista rilasciata a diversi quotidiani europei il 9 febbraio, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sostenuto l’utilizzo di un nuovo prestito congiunto per aumentare gli investimenti nei settori strategici.
Le dichiarazioni di Macron sono arrivate pochi giorni prima dell’incontro di capi di stato e di governo che si terrà il 12 febbraio 2026 a Bruxelles. Durante il vertice verrà discussa la competitività europea.
Macron spinge affinché l’Europa sfrutti l’unità politica dimostrata durante il periodo di tensione con gli Stati Uniti, in merito alla volontà di Donald Trump di ottenere il controllo della Groenlandia.
Il leader francese invita quindi il vecchio continente ad usare questa coesione per rafforzare la propria posizione e la capacità di agire come blocco autonomo, soprattutto in politica estera e difesa.
Secondo Macron, l’Europa dovrà adottare una posizione ferma nei confronti di Washington, riguardo alla regolamentazione digitale europea. Macron ritiene che il contesto sia favorevole per l’Europa ad assumere una posizione più autonoma o assertiva, anche grazie alla debolezza relativa del dollaro, che creerebbe un’opportunità per rafforzare l’autonomia economica e politica del continente.
Tuttavia, la visione del presidente francese riguarda anche un’altra potenza, Pechino, le cui aziende continuano a vendere all’Europa beni a basso costo. Di conseguenza, il vecchio continente dovrà essere assertivo, sfruttando strumenti normativi e regolatori per proteggere i propri interessi.
Non ha tardato ad arrivare la valutazione di Berlino sulle proposte di Macron.
Il governo del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha bocciato il piano del presidente francese riguardante nuovi prestiti comuni.
"Riteniamo che, alla luce dell'ordine del giorno [del vertice dei leader dell'UE], questo distolga un po' l'attenzione da ciò di cui si tratta in realtà, ovvero che abbiamo un problema di produttività", ha affermato un alto funzionario del governo tedesco il 10 febbraio.
Merz spinge per una linea più protezionista, rispetto all’approccio più liberale di Macron. Parallelamente, in vista del vertice, porta avanti le sue principali battaglie, tra cui l’approfondimento del mercato unico, nuovi accordi commerciali più rapidi e la riduzione della burocrazia.
Quest’ultimo disaccordo tra due grandi economie dell’Unione europea fa parte di una serie di scontri tra Berlino e Parigi avvenuti su diversi temi.
Francia e Germania non si trovavano sulla stessa linea su come finanziare l’Ucraina nel biennio 2026-2027, così come sull’accordo UE-Mercosur. Recentemente si è parlato anche del progetto Future Combat Air System (FCAS), che secondo alcune fonti sarebbe stato sull’orlo del collasso.
Questi esempi evidenziano le difficoltà nell’ottenere cooperazione e visione comune tra le principali potenze dell’UE, nonostante l’obiettivo condiviso di rafforzare l’autonomia europea.
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