A conti fatti, l'unica alternativa alla destra meloniana è costituita dal Movimento Cinque Stelle e da Alleanza Verdi e Sinistra: Marco Travaglio ha tirato una riga dopo l'ennesimo voto parlamentare che ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina.
O di qua, o di là. E il direttore del Fatto Quotidiano, per i detrattori "l'Emilio Fede di Putin", trascina dalla parte dei "pacifisti", che equivale a quella per la quale la Russia bene ha fatto ad invadere l'Ucraina, il partito di Giuseppe Conte e quello di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Come dire: se nel 2027 il Campo largo vorrà presentarsi unito contro il centrodestra, il resto della coalizione, dal Pd a Italia Viva, da Azione a Più Europa, deve sposare la linea di politica estera della sinistra radicale. Una linea di demarcazione fondamentale. Ma, o si adeguano, oppure chi si è visto si è visto.
A leggere l'editoriale di oggi di Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano nessuno ha le carte giuste per dichiararsi davvero un'alternativa al governo Meloni, tranne il suo partito del cuore, il Movimento Cinque Stelle, e Avs.
Tutti gli altri sono solo dei bluff.
Lo è innanzitutto Vannacci con la sua truppa di parlamentari che ieri in parlamento ha votato la fiducia al governo Meloni sebbene prendendo le distanze dal decreto Ucraina:
Che significa? Che Vannacci e il suo Futuro Nazionale vorranno rimanere nell'ambito del centrodestra altrimenti, se si presentano da soli alle politiche del 2027, rischiano di rimanere fuori dal parlamento.
Ma comunque: i bluff ci sono anche (e soprattutto) nell'ambito del centrosinistra, a cominciare dai riformisti del Pd.
Per sostenere questa tesi, Travaglio prende ad esempio la parlamentare dem Lia Quartapelle che ieri ha osato ammonire M5S e Avs a "non prestarsi a un voto insieme ai vannaccini" per "non indebolire la credibilità dell'alternativa":
accusa sarcasticamente Travaglio, dicendo che "infatti, il Pd, insieme al resto della sinistra di destra (Italia Viva, Azione, Più Europa e altre nanoparticelle), ha votato il dl Armi insieme a Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, cioè alla destra, sempre per essere alternativo e credibile..."
Per questo, allora, "l'unica alternativa credibile alla destra sono i Cinque Stelle e Avs. Tutto il resto è Partito Trasversale della Guerra".
Questo "Partito Trasversale della Guerra", agli occhi di Travaglio, ha un grande torto: quello di essersi schierato a livello internazionale, dalla parte delle democrazie liberali:
Per Travaglio "quei soldi non verranno mai restituiti da un Paese fallito da ben prima dell'invasione russa e ogni nuovo stanziamento andrebbe condizionato a un'immediata adesione di Kiev al piano di pace Trump-Putin".
Ora, quale sia questo piano di pace Trump-Putin, in realtà, è un mistero. Ma Travaglio si sente in grado di sintetizzarlo così:
Sarà possibile arrivare a quest'accordo? Per Travaglio "armare ancora Kiev significa seguitare a illuderla su una vittoria impossibile".
Il direttore del Fatto sostiene che non ci crede nemmeno più Zelensky, "ormai rassegnato ai sacrifici necessari a salvare l'80% di Ucraina che ancora controlla".
Ma, dopo ben quattro anni di guerra, e viste le intenzioni iniziali di Putin di rovesciarlo in pochi giorni per sostituirlo con un governo fantoccio, verrebbe da aggiungere che, evidentemente, il Partito Trasversale della Guerra a qualcosa serve.
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