12 Feb, 2026 - 11:30

Vertice Ue, il destino dell’Europa nelle mani di due italiani: la "cura" di Letta e Draghi per l’Unione 

Vertice Ue, il destino dell’Europa nelle mani di due italiani: la "cura" di Letta e Draghi per l’Unione 

I ventisette capi di Stato e di governo dell’Unione europea si sono riuniti al castello di Alden-Biesen, in Belgio, per un vertice informale convocato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Al centro dell’incontro, il rilancio economico dell’Unione in un contesto internazionale segnato dalla competizione con Stati Uniti e Cina. 

L'incontro, infatti, arriva in un momento molto delicato per l'UE: il divario economico con gli USA si è ampliato in modo significativo grazie alle politiche aggressive di Donald Trump e la competizione con la Cina impone scelte industriali non più rinviabili se si svuole garantire la sopravvivenza del Vecchio Continente. 

Oggi i big europei discuteranno di questioni decisive come il rafforzamento del mercato unico, il taglio della burocrazia, lo stimolo a innovazione e investimenti e il finanziamento di un nuovo ciclo di investimenti comuni. 

Aldo-Biesen vedrà una presenza italiana significativa. Oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, partecipano al confronto anche Mario Draghi ed Enrico Letta, autori di due rapporti sulla competitività europea che costituiscono una base di discussione per i leader. 

Draghi e Letta: due italiani, due rapporti e una sfida per l’Europa 

Mario Draghi ed Enrico Letta sono entrambi autori di due diversi rapporti sulla competitività dell'Unione e oggi saranno presenti in Belgio al tavolo dei 27.
Hanno guidato l’Italia in fasi diverse e complesse, ma il loro ruolo europeo va ben oltre Palazzo Chigi.

Draghi è stato presidente della Banca centrale europea negli anni più drammatici della crisi dell’euro. Il suo celebre “whatever it takes” salvò la moneta unica e consolidò la sua reputazione come garante della stabilità finanziaria europea.

Successivamente, da premier italiano, ha gestito la seconda fase della pandemia Covid-19 e l’attuazione del PNRR legato al Next Generation EU. 

Nel suo recente rapporto sulla competitività europea, Draghi ha spinto per un salto di qualità: più integrazione, debito comune per finanziare progetti strategici, cooperazione rafforzata tra Paesi disposti ad avanzare senza restare ostaggio dei veti.

Enrico Letta, già presidente del Consiglio tra il 2013 e il 2014, ha costruito negli anni una solida rete europea, anche grazie al suo ruolo accademico e politico internazionale. Il suo rapporto sul futuro del mercato unico propone misure concrete per superare le frammentazioni che ancora ostacolano le imprese europee.

Tra le idee più discusse c’è il cosiddetto “28esimo regime”, un quadro giuridico europeo opzionale per le aziende che vogliano operare con regole uniformi in tutta l’Unione, senza dover affrontare 27 sistemi diversi.

Entrambi, seppur con accenti differenti, condividono una diagnosi: l’Europa cresce troppo poco, investe meno degli Stati Uniti, innova meno rapidamente e paga la frammentazione politica e normativa. E senza un’economia più dinamica, l’autonomia strategica resta un obiettivo irraggiungibile.

Sfida economica con USA e Cina: il ruolo dell’Italia nelle decisioni europee 

Nel 2008 il Pil dell’Unione europea superava quello statunitense; negli anni successivi gli Stati Uniti hanno ampliato il divario.

Washington ha reagito alle crisi con politiche fiscali espansive e consistenti investimenti pubblici, sostenuti da un assetto istituzionale federale. L’Unione europea, invece, resta caratterizzata da un equilibrio tra integrazione e competenze nazionali che incide sulla rapidità delle decisioni economiche.

Tra le opzioni in discussione vi sono un maggiore coordinamento delle politiche economiche, l’eventuale utilizzo di strumenti comuni di debito e il ricorso a cooperazioni rafforzate tra gruppi di Paesi.

In questo quadro, l’Italia mantiene un ruolo rilevante come terza economia dell’eurozona e importante Paese manifatturiero ed esportatore. La partecipazione di Draghi e Letta al vertice, insieme alla presidente Meloni, contribuisce a rafforzare la presenza italiana nel dibattito sul futuro economico dell’Unione.

Questa mattina, riferendosi al loro contributo, la presidente del Consiglio ha detto a margine del vertice informale che gli ex presidenti del Consiglio Enrico Letta e Mario Draghi "stanno fornendo un contributo molto importante" alla discussione sulla competitività dell'Ue.

Oggi "si parte dai loro rapporti e penso che siano stati entrambi preziosi", ha osservato.

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