Più che un soldato, Mario Sechi vede Roberto Vannacci come un cabarettista. L'ha messo nero su bianco oggi sul editoriale in prima pagina su Libero.
Il perché è presto detto: dopo il sì alla fiducia al governo della sua truppa parlamentare, con lui o senza di lui, comunque l'esecutivo Meloni è destinato a diventare il più longevo della Repubblica.
Il suo peso politico, quindi, è pari a zero.
Mario Sechi, nello scrivere l'editoriale di oggi, sembra aver intonato "With or without you" degli U2 e di averla dedicata al Generale Vannacci.
Del resto, il leader di Futuro Nazionale ha deciso di votare la fiducia al governo Meloni ma, nello stesso tempo, di prenderne le distanze sul decreto Armi all'Ucraina.
Ma tant'é: il Generale e la sua truppa, agli occhi del direttore di Libero, così facendo, hanno solo dimostrato di essere ininfluenti, di non spostare alcun equilibrio. Con lui o senza di lui, a Palazzo Chigi, si vive lo stesso:
Ebbene, per Sechi, "quest'elemento di stabilità spiazza la sinistra che, nel tentativo di logorare l'esecutivo, non ha mai trovato una linea altrettanto solida nel fare opposizione".
Del resto, secondo molti analisti, senza una politica estera comune, in questo momento storico più che mai, non si possono mettere le basi su alcun accordo di governo. E Pd, Movimento Cinque Stelle e Avs sono lontanissimi dal pensarla uguale su Kiev invasa dai russi, tanto per dirne una.
Di conseguenza, sottolinea Sechi, "tutti gli argomenti usati finora hanno fatto flop perché falsi in partenza (fascismo, tracollo finanziario, isolamento in Europa, contagio del trumpismo)":
Per il direttore di Libero, non è un caso che il centrosinistra abbia concentrato tutte le sue forze sul prossimo referendum sulla giustizia. Convertirsi al "vannaccismo", del resto, non gli conviene.
Nell'editoriale di oggi, Sechi, in ogni caso, tiene soprattutto a dimostrare che Roberto Vannacci, dopo il suo addio alla Lega, è una sorta di scheggia impazzita con i parlamentari che l'hanno seguito.
Di conseguenza, inaffidabile per tutti. Anche per la sinistra che aveva creduto di utilizzarlo come cavallo di Troia per indebolire e sconfiggere il centrodestra.
Il punto della questione vannacciana, a sentire Sechi, è questo:
Ma non solo. Vannacci, quando dichiara di voler interpretare la vera destra, si smentisce due volte, a parere di Sechi:
La conclusione del direttore di Libero, perciò, è questa:
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *