Passare da un mercato unico imperfetto ad uno compiuto regolato dal cosiddetto “28esimo regime” teorizzato da Enrico Letta nel suo rapporto sulla competitività dell'Unione Europea.
E' questo quanto emerso dal summit informale dei 27 capi di Stato Ue ospitato, giovedì 12 febbraio 2026, nel castello di Alden-Biesen, in Belgio.
L'incontro si è concluso con un messaggio politico chiaro: rilanciare l’economia europea rafforzando il mercato unico e dotare l’Unione di una roadmap “dettagliata” già per il Consiglio europeo del prossimo marzo.
E con una certezza: il rilancio dell'economia europea è un problema non più rinviabile.
La strada che i leader hanno scelto di percorrere è quella indicata dall'ex presidente del Consiglio italiano.
Al termine dei lavori, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha assicurato che i leader europei “accettano la sfida di Enrico Letta di passare da un mercato unico incompleto a ‘un mercato unico per un’Europa unica’. E' urgente e deve essere fatto nel 2026 e nel 2027”.
L’obiettivo a breve termine è tradurre le discussioni in impegni concreti già nel Consiglio europeo di marzo, con un piano operativo che scandisca tempi e priorità.
Ma cosa si intende per mercato unico Ue, cos'è e come cambierà le regole UE il '28esimo regime' teorizzato da Letta?
L'obiettivo dei padri fondatori quando teorizzarono il mercato unico comunitario – pilastro dell'integrazione europea – era quello di creare un grande mercato in cui fosse garantita la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone. Uno spazio dove operare e lavorare senza barriere interne.
Oggi, a distanza di decenni, questo disegno è ancora incompiuto. Un'incompiutezza che rappresenta la principale zavorra per la competitività dell'Unione.
Come emerso al vertice in Belgio, il mercato unico resta incompleto in diversi ambiti, soprattutto nei servizi, nelle telecomunicazioni e nei mercati dei capitali.
Le frammentazioni normative e le differenze nazionali limitano la piena integrazione e frenano la competitività rispetto a Stati Uniti e Cina.
L'integrazione si è fermata, con disparità nell'attuazione delle norme UE e mercati nazionali che limitano la scala continentale, riducendo investimenti e innovazione.
Da qui la spinta a una nuova fase di armonizzazione, semplificazione e consolidamento industriale che punta alla creazione del cosiddetto '28esimo regime', ovvero, un corpus di regole unico e valido per tutti i 27 Stati membri.
Si tratta di un quadro giuridico europeo facoltativo e parallelo ai 27 regimi nazionali (da cui il nome "28esimo"), armonizzato per regole societarie, civili e per i consumatori, applicabile direttamente come Regolamento UE.
Permette alle imprese di operare con un unico set di norme valide in tutta l'UE, semplificando la crescita transfrontaliera senza recepimenti nazionali.
ha sottolineato Costa.
La roadmap UE 2028 annunciata da Ursula von der Leyen trasformerà il mercato unico europeo puntando a un'integrazione totale entro il 2027-2028, eliminando le barriere interne equivalenti a "dazi occulti" e promuovendo la crescita per imprese e PMI.
La tabella di marcia dovrebbe essere approvata al Consiglio europeo di marzo 2026, con il ricorso alla cooperazione rafforzata (minimo 9 Stati) se dovesse mancare l' unanimità.
L'obiettivo è la creazione di un "mercato unico" entro fine 2027 così da aumentare la competitività globale contro USA e Asia.
Gli Stati membri dovranno adottare rapidamente la roadmap dopo la sua approvazione, armonizzando le norme nazionali per eliminare eventuali barriere interne e implementare il 28° regime giuridico entro la fine del 2026.
Il conto alla rovescia verso marzo è iniziato: dal castello di Alden-Biesen parte la scommessa di trasformare il mercato unico nel motore di una nuova stagione di crescita europea.
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