13 Feb, 2026 - 14:58

Luciano Cannito difende il bimbo bullizzato che lascia la danza classica: il video sui social

Luciano Cannito difende il bimbo bullizzato che lascia la danza classica: il video sui social

Il bullismo è una brutta bestia e gli stereotipi di genere andrebbero abbattuti. A ricordarcelo è il famoso coreografo Luciano Cannito che, sui social, ha preso posizione in difesa del bambino di Ischia che ha deciso di lasciare la danza classica dopo le prese in giro dei suoi compagni.

Bambino bullizzato a Ischia: perché lascia la danza classica

Il caso nasce a Ischia, dove un bimbo di 8 anni confida alla sua insegnante di voler smettere con la danza classica e moderna perché i compagni lo deridono per il fatto che “fa il ballerino”.

Il piccolo chiede di continuare solo con l’hip hop, nel tentativo di sottrarsi agli stereotipi che ancora associano la danza classica maschile a insulti e denigrazioni sull’identità di genere.

A denunciare la vicenda è proprio la maestra di danza, che sui social parla di “benemeriti omuncoli”, riferendosi agli adulti che trasmettono ai figli questo tipo di mentalità, e invita genitori e istituzioni a non girarsi dall’altra parte davanti al bullismo.

Luciano Cannito: il messaggio ai bulli e alle vittime

Luciano Cannito, il coreografo ed ex docente e giudice di “Amici”, interviene con un video su Instagram in cui difende apertamente il bambino e allarga il discorso a tutti i ragazzi che subiscono bullismo per la danza.

Si rivolge direttamente ai giovani ballerini, dicendo di aver subito anche lui per anni prese in giro e frasi come “se fai il ballerino diventi gay”, che comunque non dovrebbe nemmeno essere usata come offesa, ma di aver comunque costruito una carriera e una vita di cui si sente realizzato e fiero.

Nel suo sfogo, Cannito definisce “cretini, ignoranti, patetici” e “grandi sfigati” coloro che attaccano chi insegue i propri sogni, invitando i ragazzi a non ascoltare chi li deride e a difendere la libertà di essere se stessi.

Il cuore del messaggio è un incoraggiamento: inseguire la propria passione, non rinunciare alla danza e trasformare la sofferenza in forza, anche quando l’ambiente intorno sembra ostile.
Ed ecco il video:

Bullismo, responsabilità degli adulti e valore educativo della danza

La denuncia della maestra e l’intervento di Cannito mettono a nudo quella che è la responsabilità degli adulti, dai genitori al mondo della scuola, nel tollerare o contrastare pregiudizi che colpiscono soprattutto i giovanissimi che scelgono discipline considerate “non virili”.

Creare sofferenza nei bambini può degenerare: la cronaca ce lo insegna. C'è allora bisogno, da parte degli adulti, di intervenire presto, ascoltando e correggendo i comportamenti offensivi prima che diventino normalità.

Cannito, da parte sua, lega il caso di Ischia a un problema culturale più ampio: la danza, come arte e disciplina, resta sottovalutata, perché potrebbe essere uno strumento educativo potente. Attraverso la danza si potrebbe imparare di più sul rispetto, sull'impegno, sull'autonomia e sulla consapevolezza del proprio corpo.

Proteggere i ragazzi che scelgono la danza, dunque, vorrebbe dire difendere proprio il diritto di crescere senza vergognarsi dei propri sogni, qualunque essi siano.

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