C’è qualcosa, nello sguardo intenso di Saul Nanni, che ha raccontato radici solide e una storia familiare tutt’altro che banale. Prima dei set di Netflix, prima dei riflettori e delle passerelle, c’è stata una casa a San Lazzaro di Savena, una quotidianità fatta di studio, disciplina e affetti stretti.
Ma chi sono davvero i genitori dell’attore de "Il Gattopardo"? E quali sono le sue origini? Dietro il successo di uno dei volti più amati della nuova generazione, si è nascosto un background sorprendentemente lontano dal mondo dello spettacolo.
Saul Nanni è nato a Bologna il 4 febbraio 1999 ed è cresciuto a San Lazzaro di Savena, alle porte del capoluogo emiliano. Le sue origini sono profondamente italiane e radicate nel territorio bolognese, dove ha trascorso l’infanzia insieme ai genitori e ai fratelli.
Il padre e la madre sono entrambi medici, un dettaglio che ha raccontato molto dell’ambiente in cui è cresciuto: una famiglia legata allo studio, al rigore e alla responsabilità. Non ci sono stati artisti in casa, né tradizioni teatrali tramandate di generazione in generazione.
Il suo percorso nel mondo della recitazione è nato fuori da un contesto creativo familiare, e proprio per questo ha colpito ancora di più.
In famiglia è cresciuto insieme al fratello Gioele e alla sorella Aurora, rispettivamente di quattro e sette anni più giovani di lui. È stato il primogenito, e questo ruolo lo ha posto spesso come punto di riferimento per i fratelli minori.
La dimensione familiare è rimasta sempre centrale nella sua vita, anche quando la carriera lo ha portato lontano da casa.
Anche il suo nome ha raccontato qualcosa delle sue origini. "Saul" è stato ispirato a Paolo di Tarso, nato con il nome di Saulo e poi canonizzato come San Paolo apostolo. Una scelta che ha avuto un forte valore simbolico e che ha richiamato una tradizione culturale e religiosa ben precisa.
Questo dettaglio ha mostrato un legame con una dimensione spirituale e storica che ha fatto parte dell’identità familiare. Non è stato un nome casuale o scelto per originalità, ma ha avuto un riferimento preciso e riconoscibile nella storia del cristianesimo.
Le sue radici, dunque, sono state italiane, emiliane e profondamente inserite in un contesto borghese e professionale. Nessun aggancio con il mondo dello spettacolo, ma un percorso costruito passo dopo passo.
Prima di diventare un volto noto della serialità italiana e internazionale, Saul Nanni ha frequentato il liceo scientifico internazionale. Ha iniziato il suo percorso al Liceo Galvani di Bologna e lo ha poi proseguito all’Istituto Sant’Alberto Magno.
La scelta di un indirizzo scientifico ha rispecchiato l’ambiente familiare in cui è cresciuto: due genitori medici e un’attenzione marcata per lo studio. Nonostante questo, la passione per la recitazione ha preso spazio progressivamente, fino a trasformarsi in una professione a tutti gli effetti.
Il suo percorso scolastico ha dimostrato che non è stato un talento "improvvisato" o nato esclusivamente davanti alla macchina da presa.
Ha avuto una formazione strutturata e ha vissuto un’adolescenza piuttosto normale, lontana dai riflettori che lo hanno poi travolto con il successo di "Alex & Co." e, anni dopo, con il ruolo del giovane Tancredi in "Il Gattopardo".
Crescendo in una famiglia di medici, Saul Nanni ha avuto un confronto costante con una realtà professionale molto diversa dalla sua. Il mondo ospedaliero, la scienza, la disciplina: elementi che hanno fatto parte della sua quotidianità fin da piccolo.
Il fatto che entrambi i genitori abbiano esercitato la professione medica ha delineato un contesto familiare basato su responsabilità e studio. In questo scenario, la scelta di intraprendere la carriera artistica ha rappresentato un percorso personale, non scontato e costruito nel tempo.
Accanto ai genitori, il legame con il fratello Gioele e la sorella Aurora è rimasto una componente fondamentale della sua crescita. Essendo il maggiore, ha vissuto l’infanzia con un ruolo di guida, prima che la notorietà lo portasse sempre più spesso lontano da casa per set e impegni lavorativi.
Le sue origini bolognesi, l’educazione scientifica e la famiglia di medici hanno rappresentato il punto di partenza di una carriera che ha preso una direzione completamente diversa. Ed è proprio questo contrasto tra camice bianco e macchina da presa ad aver reso la sua storia ancora più interessante agli occhi del pubblico.
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