Giorgia Meloni si trova ad Addis Abeba per la seconda fase del Piano Mattei. In Etiopia, la presidente del Consiglio ha partecipato ieri al secondo Vertice Italia-Africa. Oggi, invece, ha preso parte, in qualità di ospite d’onore, alla riunione plenaria della 39ª sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana (UA), l’organizzazione internazionale che rappresenta tutti gli Stati africani e la loro area di libero scambio.
Dal consesso, Meloni ha rilanciato il ruolo dell’Italia come “ponte tra le due sponde del Mediterraneo”, riprendendo le linee del Piano Mattei, lanciato all’inizio della legislatura, con l’obiettivo di trasformare i rapporti tra Europa e Africa, non più secondo una logica “predatoria e caritatevole”, ma in un’ottica di cooperazione “da pari a pari”.
Un appuntamento importante per la premier, seppur destinato a essere forse parzialmente oscurato dalle rapide accelerazioni arrivate ieri dall’Europa, durante la Conferenza di Monaco, l’incontro annuale sulla politica di sicurezza internazionale. Da qui, il cancelliere Merz ha sancito la rottura tra Europa e Stati Uniti, sottolineando come “l’agenda Maga” non corrisponda agli interessi europei. Una posizione ribadita da mesi anche dal presidente francese Macron.
Su questo tema, invece, la premier è sempre rimasta piuttosto evasiva, preferendo non sfidare Trump né smentirlo, neanche nei casi di provocazioni più estreme nei confronti del Vecchio Continente e dell’UE. Complice l’appuntamento africano, non a caso Meloni non ha ancora commentato la presa di posizione della Germania, concentrando l’attenzione sull’avvio della fase 2 del Piano Mattei.
“Ho l’onore di guidare una nazione che ha nel suo DNA la propensione al dialogo, la capacità di confronto e il rispetto per gli altri prima di ogni cosa. Una nazione che ha costruito parte della sua identità e della sua politica estera sul profondo significato di una parola, che in un mondo instabile e imprevedibile come il nostro può essere la chiave per tracciare la rotta: la parola è cooperazione”, ha detto Meloni di fronte ai capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana, sottolineando “l’orgoglio” per il riconoscimento accordato all’Italia con l’invito.
Dal summit, la premier ha rilanciato il Piano Mattei, presentandolo “non come un piano italiano per l’Africa, ma come il contributo dell’Italia alla vostra agenda”. Il riferimento è all’Agenda 2063, il programma strategico lanciato dall’UA che prevede, entro quella data, obiettivi ambiziosi come la creazione di un’area continentale integrata di libero scambio.
In questo contesto, ha spiegato Meloni ai leader africani, il Piano Mattei non è che “una piattaforma per mettere il nostro know-how, le nostre tecnologie e i nostri investimenti al servizio dei vostri obiettivi”.
Dall’Etiopia, Meloni ha poi annunciato alcune importanti novità legate al Piano Mattei. La prima riguarda le iniziative di conversione del debito, per le quali ha annunciato l’inserimento di clausole di sospensione “per le nazioni colpite da eventi climatici estremi”.
La seconda novità riguarda un vertice che si terrà a Roma a giugno, con l’obiettivo di lanciare la campagna italo-nigeriana per la “Global Partnership for Education”, mirata a raccogliere almeno 5 miliardi di dollari e a “migliorare la qualità dell’istruzione per 750 milioni di bambini in oltre 91 nazioni”. Il vertice sarà presieduto da Meloni insieme al presidente nigeriano Bola Tinubu.
La premier ha poi confermato, e anzi rilanciato, tutti gli impegni sui pilastri del Piano Mattei: “energia, acqua, agricoltura e sicurezza alimentare, cultura, istruzione e formazione, salute, infrastrutture fisiche e digitali, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e spazio”.
Il Piano, seguito personalmente da Meloni, rappresenta oggi, come ha sottolineato la stessa premier, “una scommessa vinta”, grazie anche alla “preziosa collaborazione della Banca Mondiale, della Banca Africana di Sviluppo e delle istituzioni finanziarie internazionali”, nonché del “Sistema Italia”, che include Comunità Sant’Egidio, Leonardo, Enel, Eni, Acea, Cdp, Terna e Webuild.
“Il Piano Mattei è un patto tra nazioni libere che lavorano insieme”, ha ribadito la premier, “non ci interessa sfruttare la migrazione per avere manodopera a basso costo. Vogliamo combattere le cause profonde”.
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