18 Feb, 2026 - 11:58

Massimo Fini lancia l'allarme per Cuba: "Vogliono cancellarla"

Massimo Fini lancia l'allarme per Cuba: "Vogliono cancellarla"

Dopo Gaza, dopo la Palestina, dopo l'Iran, dopo il Venezuela, dopo la Russia, un altro fronte geopolitico che sta per aprirsi e che è destinato a interessare il mondo antagonista italiano è quello di Cuba.

L'isola è con l'acqua alla gola. Il petrolio scarseggia così come tantissimi altri prodotti, anche di prima necessità. Il turismo di massa è un lontano ricordo.

Per questo, oggi, se ne occupa anche Massimo Fini sulle pagine del Fatto Quotidiano.

Fini e l'allarme per Cuba: "L'isola sta morendo"

Per colpa di chi la situazione economica a Cuba è precipitata?

La risposta, secondo Massimo Fini, è fin troppo ovvia: Donald Trump. Imponendo dazi pesantissimi a tutti i Paesi esportatori di petrolio a favore dell'Avana, ha di fatto chiuso i rubinetti.

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Attualmente, Cuba si trova in una posizione debolissima. È un Paese comunista e, in quanto tale, ha perso i suoi tradizionali alleati, la Russia e la Cina, che sono diventate dittature capitaliste (...) Inoltre, la leadership cubana è debole, Miguel Dìaz-Canel non ha certo il fascino magnetico di Fidel Castro...

scrive Fini, secondo cui l'unica carta su cui Cuba può fare a tutt'oggi affidamento è quella dei suoi medici, frutto del suo mitico sistema educativo e sanitario ("gratuiti").

Fini sottolinea che ad oggi ben 333 di loro lavorano in Guatemala. Ma, durante il Covid, una cinquantina furono impiegati anche qui in Italia. Peccato che il governo Meloni non se ne ricordi...

Fini contro il governo Meloni

Cuba è un'isola che non ha particolari risorse naturali, l'unica cosa che può esportare sono i suoi medici. Quando ne abbiamo avuto bisogno, anche noi italiani ne abbiamo approfittato. Ma ora che la situazione è capovolta, che in uno stato di necessità c'è l'isola caraibica, l'Italia sembra voltarsi dall'altra parte, scrive Fini:

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Qualcuno ricorderà, forse, che durante la crisi del Covid, Cuba mandò generosamente 50 dei suoi medici in Italia. È la generosità che fa parte del dna dei popoli sudamericani, così lontana dalla grettezza degli statunitensi. Ma anche i russi, il cui popolo è generoso anche se in modo diverso, mandarono 50 medici, naturalmente accusati di essere delle spie...

Per Fini, Meloni e soci al governo non muovono un dito:

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Come hanno ricambiato quell'antico gesto di generosità dei cubani? Ignorando non solo Cuba, ma anche il Brasile di Lula e preferendo stringere rapporti economici e di amicizia col presidente argentino Javier Milei, che ha definito il socialismo il cancro del mondo...

Fini, così, imputa a Giorgia Meloni di non aver raccolto l'eredità politica della destra sociale:

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Nel programma e nell'attività della premier italiana non è rimasto nulla della destra sociale cui si rifaceva Pino Rauti. Il buon Gianni Alemanno, che da sindaco di Roma aveva cercato di recuperare qualcosa di quella destra sociale e che è stato sposato per un quarto di secolo con la figlia di Rauti, Isabella, è finito a sostenere inizialmente Fratelli d'Italia, senza peraltro avere alcun ruolo in quel partito, e poi ha fondato un suo movimento in polemica con il melonismo...

Inutile, quindi, sempre secondo Massimo Fini, che Giorgia Meloni si nasconda dietro i cosiddetti piani Mattei "usurpando il nome del grande Enrico Mattei": per lui, sono "piani di rapina".

Verso i Paesi più in difficoltà del nostro, il governo Meloni, quando va bene, mostra solo un atteggiamento paternalistico. Ma per Cuba nemmeno quello. Per questo, Fini termina il suo articolo omaggiando Che Guevara:

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Cuba, que linda es Cuba. Hasta la vista, hasta siempre, comandante Che Guevara 
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