Sanremo 2026 si avvicina a grandi passi, e tra i protagonisti già pronti a far parlare di sé c’è Chiello, il trapper lucano che ha conquistato il web e le playlist di mezzo Paese con "Ti penso sempre".
Ma dietro il successo del 26enne da Venosa c’è una storia familiare che merita di essere raccontata. Prima dei palchi, prima dei flash e prima delle stories virali, ci sono mamma e papà, custodi dei sogni di Rocco Modello.
Scopriamo insieme chi sono, come lo hanno cresciuto e quale imprinting hanno lasciato sulla musica e sull’anima di Chiello.
Rocco Modello, in arte Chiello, è nato il 9 aprile 1999 a Venosa, piccola gemma della Basilicata. Tra le vigne di Aglianico e i vicoli che raccontano storie di secoli, ha mosso i primi passi tra la vita semplice del paese e il fascino oscuro della musica rap. In un’intervista con Rolling Stone Italia, Chiello ha raccontato:
La madre, casalinga riservata, è apparsa nel 2023 in un video YouTube virale, "Un weekend in Basilicata a casa di Chiello", tra boschi di Montalto e piatti tipici fumanti, mostrando un lato domestico e autentico della famiglia.
Il padre, tra lavoro manuale e piccoli lavoretti, ha spinto il figlio verso i primi freestyle, sostenendolo quando Rocco ha lasciato il liceo artistico di Melfi per inseguire il sogno tra Milano e Genova.
Non solo radici geografiche: la famiglia ha contribuito a forgiare il carattere del giovane artista. La madre ha offerto stabilità emotiva, mentre il padre gli ha trasmesso la disciplina e la determinazione tipiche della provincia lucana.
I fan li ricordano come i primi "manager non ufficiali" di Chiello, tra cucine trasformate in studi di registrazione e chilometri percorsi per provini.
Rocco ha spesso parlato dei genitori come pilastri invisibili della sua carriera. In più interviste, ha raccontato di come la madre sia stata fondamentale nel preservare la sua innocenza, e il padre nel forgiarne la grinta:
Chiello non ha fratelli, ma ha citato alcuni parenti vicini, come zii e cugini, che hanno contribuito a farlo sentire parte di una rete di supporto mentre inseguiva la musica.
L’affetto familiare è visibile anche nei testi: canzoni come "Guardo una foto di me da bambino" e "Nessuno ti crede" richiamano immagini di casa, cucina e cortili lucani.
Il legame è così forte che il trapper ha già annunciato che, durante Sanremo 2026, renderà un piccolo omaggio ai genitori sul palco: un gesto simbolico per ringraziare chi lo ha visto crescere tra freestyle e sogni grandi.
Questo rapporto lo distingue da molti colleghi del panorama trap: non è solo un giovane artista, ma un prodotto di una famiglia che ha condiviso sacrifici, paure e gioie.
Chiello ha sempre sottolineato l’influenza della famiglia nel suo percorso artistico. La madre ha trasmesso sensibilità e gusto estetico, mentre il padre ha lasciato una traccia di resilienza e pragmatismo. In un’intervista per Il Fatto Quotidiano, il cantante ha dichiarato:
Dai primi mixtape crudi come "Non troverai un tesoro" ai testi più maturi di oggi, mamma e papà hanno partecipato attivamente: cucinando durante le sessioni in garage, accompagnando provini e, soprattutto, incoraggiando Rocco a perseverare.
L’album in arrivo, e il singolo "Ti penso sempre", dedicano metaforicamente i versi alle radici, all’umiltà e al sostegno ricevuto. Venosa è già in fermento: trend TikTok #GenitoriChiello, parrocchie che incoraggiano il voto, e fan club che raccontano aneddoti della famiglia.
Il clan lucano, low profile ma potente, emerge come vero motore della carriera. Questo legame rende Chiello non solo un artista da seguire per la musica, ma anche una figura popolare con una storia familiare che conquista cuore e curiosità.
Con mamma e papà alle spalle, Chiello si prepara a illuminare l’Ariston dal 24 febbraio con la forza di chi porta le proprie radici sul palco. Tra flash, beat e cori di fan, la famiglia sarà invisibile ma presente, incarnando il supporto e l’amore che hanno trasformato il giovane di Venosa in uno dei trapper più attesi del 2026.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *