Un grande salto di qualità per Samurai Jay. Il rapper di Mugnano di Napoli, all’anagrafe Gennaro Amatore, è arrivato tra i Big di Sanremo 2026 con il brano “Ossessione”, dopo essere sempre stato sulla cresta dell’onda sui social con la canzone “Halo”.
Lo conosciamo ancora solo come un personaggio che ha incendiato TikTok, ma molti sono già curiosi di sapere da dove viene e i dettagli sulla sua storia di famiglia: quella di un ragazzo cresciuto in una casa in cui la musica era un sogno rimasto nel cassetto per la madre e un investimento di grande sacrificio per il padre.
La passione di Samurai Jay per la musica nasce soprattutto dalla madre, che da giovane avrebbe voluto intraprendere la carriera artistica ma non ha potuto farlo fino in fondo. A “Tv Sorrisi e Canzoni” il rapper racconta che la mamma sognava di cantare, ma il nonno, un impiegato di banca, l’ha sempre spinta verso studi “sicuri”. Quindi avrebbe un po’ lasciato la musica sullo sfondo.
Proprio per questo, in casa sua si sono sempre ascoltati tanti dischi: Queen, Pooh, Abba. Un bagaglio artistico che ha formato l’orecchio di un futuro trapper.
È stata sua madre a sostenerlo nei momenti personali più complicati. Ha persino incorniciato un suo autografo all’ingresso di casa come buon auspicio, un modo per fargli presente quanto credesse nel suo futuro da artista.
Samurai Jay ha ricordato più volte che è stata lei a spingerlo a non mollare. Dichiara che è sempre stata l’unica ad aver creduto che il figlio potesse arrivare lontano quando nessuno scommetteva su di lui.
La madre rappresenta un po’ il sogno artistico in realizzazione. Il padre di Samurai Jay, invece, è il sacrificio concreto perché, da quanto racconta il rapper, suo papà lavorava come operaio e, pur con uno stipendio limitato, ha sempre trovato i soldi per non fargli mancare nulla, anche in fatto di musica.
Ricorda ancora quando gli ha comprato la prima chitarra elettrica: l’aveva pagata circa 80 euro. Per Gennaro quel gesto è stato così importante che ancora lo racconta: ha detto di aver pianto di gioia e di aver tremato nel suonarla, consapevole che dietro quello strumento c’erano un desiderio grande, la fiducia e il lavoro del padre.
Samurai Jay definisce spesso i genitori i propri “eroi”, proprio perché lo hanno sostenuto quando era un ragazzo sovrappeso, nerd e molto chiuso, che passava le giornate tra videogiochi e musica.
A “La via libera” ha dichiarato:
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