L’ultima volta che l’abbiamo visto cantare sul palco dell’Ariston, Dargen D’Amico portava “Onda Alta”, indossava orsetti e faceva riflettere sul tema dei bambini dispersi nel Mediterraneo, con quei peluche cuciti sugli abiti a Sanremo 2024 pensati come simbolo dei più piccoli che non arrivano mai a destinazione.
Nel 2026 è di nuovo uno dei Big del Festival, stavolta con il brano “AI AI”, terza partecipazione in carriera dopo l’exploit di “Dove si balla”.
Continua così il percorso da cantautore pop-rap fuori dagli schemi e sempre più riconoscibile a chi lo ascolta. Ma tornare indietro a indagare su quel nome così particolare è diventato ormai l’intento di molti, ora che l’interesse sui protagonisti della nuova edizione del Festival si fa sempre più alto.
Dargen D’Amico è un nome d’arte che nasce un po’ da un gioco di trasformazioni: “Dargen” deriva infatti da “D’Argento”, il soprannome con cui l’artista si era iniziato a muovere nell’hip hop italiano. All’inizio della sua carriera rap, nei primi anni Novanta, Jacopo usava l’alias “Corvo D’Argento”, ispirato a un librogame, e da quella definizione ha poi ricavato la forma più asciutta “Dargen”.
In un’intervista a “Rolling Stone” ha spiegato che per lui “Dargen” è appunto un’abbreviazione di D’Argento e che lo pronuncerebbe “Dàrgen”, pur dichiarandosi molto elastico sulle pronunce: per lui vanno bene anche la “g” dura un po’ sassone o l’accento alla francese sulla “e” finale.
Se “Dargen” è quindi una reinvenzione di quel nickname, “D’Amico” non lo è affatto: perché è il suo vero cognome. L’artista ha deciso di mantenerlo integralmente nel nome di scena. Fantasia e identità anagrafica sussistono e suonano anche molto bene insieme.
Il vero nome di Dargen D’Amico, quindi, è Jacopo Matteo Luca D’Amico: è nato a Milano il 29 novembre 1980 da una famiglia originaria di Filicudi, nelle isole Eolie. Si avvicina giovanissimo al rap, partecipa a gare di freestyle e, insieme a Gué Pequeno e Jake La Furia, dà vita al gruppo Sacre Scuole, con cui pubblica “3 MC’s al cubo” prima di intraprendere un percorso solista. Negli anni assorbe sempre più sfumature musicali e la discografia si fa stratificata, da rapper e da produttore, fondando anche l’etichetta indipendente Giada Mesi.
La vera esplosione mainstream arriva con Sanremo nel 2022: “Dove si balla” porta sul palco la voglia di ripartenza post-pandemia, unisce ritmo dance e un testo che invita a ballare “tra i rottami” per restare a galla negli “incubi mediterranei”.
Da lì continua e diventa sempre più famoso. I peluche-orsetti del 2024 accendono i riflettori su temi importanti e adesso lo riascolteremo tra i Big a Sanremo 2026 con “AI AI”.
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