24 Feb, 2026 - 13:16

Rogoredo, l'agente Cinturrino chiamato Thor: "Girava col martello e chiedeva droga". Ora "è pentito"

Rogoredo, l'agente Cinturrino chiamato Thor: "Girava col martello e chiedeva droga". Ora "è pentito"

Ai pusher delle zone di Rogoredo e Corvetto, dove era impegnato in attività antidroga, si sarebbe presentato con lo pseudonimo di "Luca". Ma sembra che fosse conosciuto anche come "Thor", perché al pari del famoso supereroe della Marvel, sarebbe andato spesso in giro con un martello. Carmelo Cinturrino, 41 anni, assistente capo in servizio al commissariato Mecenate, ritenuto fino a qualche giorno fa un poliziotto stimabile, è ora al centro dell'inchiesta riguardante l'omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo. "Ha confessato i suoi errori, ma ha negato di aver chiesto il pizzo agli spacciatori", ha fatto sapere il suo avvocato, Piero Porciani.

La messinscena della pistola e le prime ammissioni 

Nella giornata di ieri, 23 febbraio, Cinturrino è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario e portato in carcere. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la sera del 26 gennaio sparò al 28enne Abdeharrim Mansouri per poi orchestrare una messinscena, ordinando a un collega più giovane di andare a recuperare una borsa contenente una pistola in commissariato, per piazzarla accanto al corpo della vittima.

Nelle ore successive riferì di aver colpito Mansouri perché lui gli aveva puntato l'arma - risultata una replica a salve - contro. Una versione smentita dagli accertamenti genetici eseguiti dalla dottoressa Denise Albani, che hanno rilevato sulla pistola solo tracce riconducibili all'agente. 

virgolette
Ho sbagliato, dovevo far rispettare la legge. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano una divisa: ho tradito la loro fiducia,

avrebbe detto Cinturrino nel corso dell'udienza di convalida del fermo davanti al gip. Il suo legale, Piero Porciani, ha aggiunto: "È pentito sopratutto della fase successiva a quanto accaduto. Ha sparato perché ha avuto paura, ma quello che è stato fatto dopo è stato un errore".

Il soprannome "Thor" e i comportamenti aggressivi

A incastrarlo, oltre alle verifiche tecnico-scientifiche, tra cui l'analisi delle telecamere di videosorveglianza e dei dispositivi elettronici, sono state anche le testimonianze dei colleghi che erano sulla scena del crimine, indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso.

Interrogati, alcuni di loro avrebbero infatti descritto il 41enne come una "persona significativamente aggressiva e violenta, abituata a percuotere le persone che frequentavano il bosco di Rogoredo anche avvalendosi di un martello". Questo il motivo del soprannome, "Thor".

Che si unisce a quello già citato da alcuni spacciatori della zona, secondo cui Cinturrino avrebbe preteso da loro il pagamento di un pizzo in cambio di protezione. "Voleva che tirassero fuori droga e soldi", ha spiegato un collega agli inquirenti. Ma lui su questo punto ha negato. 

La reazioni dei familiari e dei colleghi del poliziotto

"Posso dire certamente che sono tutti racconti di fantasia", ha dichiarato la compagna dell'indagato, Valeria. "Quando l'indagine indicherà la verità vedremo. Se ha sbagliato, pagherà quello che deve". 

Intanto, il Sindacato autonomo di Polizia Sap ha annunciato la restituzione dei fondi raccolti per sostenere la tutela legale di Cinturrino, che in un primo momento, invocando la legittima difesa, aveva spinto anche il ministro Salvini a esprimergli solidarietà.

"Se fosse confermato il suo comportamento criminale, sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa", il dietrofront post-fermo del Vicepremier. Gli accertamenti vanno avanti. Si attendono ulteriori sviluppi.

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