La difesa di Andrea Sempio passa al contrattacco. Nella giornata di oggi, 25 maggio 2026, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti depositeranno in Procura a Pavia una serie di consulenze tecniche volte a confutare quelle prodotte dai consulenti dei pm pavesi, che accusano il 38enne dell'omicidio di Chiara Poggi. Al centro, impronte, Dna, ma anche i cosiddetti "soliloqui" di Sempio in auto, che secondo gli inquirenti avrebbero valore confessorio. Non sarà presentata, invece, la consulenza personologica. Ecco cosa sappiamo.
ha spiegato in un video diffuso tra i giornalisti l'avvocato Cataliotti.
Cinque, quindi, gli approfondimenti tecnici prodotti, che toccano vari aspetti dell'inchiesta. A cui si aggiunge "una memoria con allegati, molti dei quali volti a contestualizzare i soliloqui del 38enne e renderli spiegabili", ha detto ancora il legale.
Specificando che "essi non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni e non hanno quindi nessuna natura confessoria", come invece ritiene la Procura di Pavia, che ha coordinato le nuove indagini sul delitto, ormai pronta a chiedere il rinvio a giudizio del 38enne.
Parallelamente, ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano affinché valuti una richiesta di revisione processuale per Alberto Stasi, già condannato a 16 anni per lo stesso delitto.
Secondo gli inquirenti, Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima, si sarebbe macchiato dell'omicidio dopo essersi intrufolato in casa Poggi e aver tentato un approccio sessuale, rifiutato dalla 26enne.
Intercettato in auto in uno dei suoi "soliloqui", farebbe riferimento - sempre per la Procura - sia al possibile orario dell'omicidio, sia ad alcune telefonate effettuate a Chiara, nonché ai video intimi che la ragazza aveva girato con l'allora fidanzato, ammettendo di averne visto uno.
Da lì, ritiene chi indaga, potrebbe essere scaturita una forma di ossessione. Ricostruzione che la difesa respinge integralmente. "Non ho mai visto i video di Chiara. Non c'è mai stato questo mio interesse verso di lei", ha ribadito lo stesso 38enne in un'intervista rilasciata a "Quarto Grado" qualche giorno fa.
Contro di lui, anche il Dna estratto dai margini ungueali della vittima (e attribuito dalla perita Denise Albani alla sua linea paterna), la compatibilità tra il suo palmo destro e l'impronta lasciata sul muro delle scale dove fu trovato il cadavere e altri elementi che gli avvocati Taccia e Cataliotti, insieme ai consulenti, puntano ora a "smontare".
Tra le consulenze, figurava inizialmente quella personologica, finalizzata a delineare un profilo psicologico dell'indagato, che alla fine però non sarà presentata.
ha spiegato ancora Cataliotti. Aggiungendo a Tag24: "La terremo per un'eventuale utilizzazione di quella della Procura", ossia nel caso in cui quest'ultima dovesse essere ammessa tra le prove di un eventuale processo.
Non si saprà, dunque, per il momento, a quali risultati era arrivata. Quella del Racis - basata su intercettazioni e interviste dell'indagato - aveva rintracciato in lui una presunta capacità di mentire o eludere le domande, oltre a un rigido controllo emotivo.
Il 38enne continua a proclamarsi innocente. Due le aggravanti - da ergastolo - che gli vengono contestate: quella della crudeltà e quella dei motivi abietti. Qualcuno non esclude che potrebbero però esserci sorprese.
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