C'è una squadra già qualificata in Europa League che in pochi conoscono. Un club semisconosciuto che, nella prossima stagione, potrebbe affrontare una tra Juventus e Milan. E se per qualcuno la SC União Torreense è semplicemente la più classica delle favole, per i più attenti è il risultato di un progetto che parte da lontano. D'altronde per arrivare a vincere la Taça de Portugal, la Coppa di Portogallo, contro lo Sporting Lisbona ci vuole qualcosa in più della semplice fortuna. La Torreense ci ha creduto fino in fondo, sollevando al cielo la coppa nazionale e strappando il pass per la prossima edizione di Europa League.
Ma la vera assurdità è che stiamo parlando di una squadra di Serie B, arrivata soltanto terza in campionato dietro a Maritimo e Academico Viseu. Le speranze di salire nella massima serie portoghese passeranno dal playoff contro il Casa Pia ma, per ora, i tifosi si godono la grande vittoria in coppa. Il tutto sognando l'Europa.
A inizio stagione nessuno poteva immaginare che la Torreense fosse in grado di scrivere la storia. I ragazzi di Tralhao ci hanno creduto fin dall'inizio, superando Casa Pia, Leiria e Fafe prima di approdare in finale di coppa contro lo Sporting Lisbona. E in finale ci ha pensato il capitano Stopira, difensore capoverdiano di 38 anni che non ha tremato dagli undici metri. La giusta ricompensa per le fatiche di una squadra che non molla mai, simbolo di come i sogni si possano realizzare soltanto attraverso il duro lavoro.
La conferma sta anche nei numeri: nonostante lo Sporting abbia dominato con 33 tiri totali, la Torreense è riuscita a ritagliarsi un paio di occasioni da gol, capitalizzando al massimo gli sforzi offensivi. Non male per una squadra il cui valore totale supera appena i 9 milioni di euro, destinata a diventare la formazione "più economica" della prossima edizione di Europa League.
La Torreense è stata fondata nel 1917 a Torres Vedras, cittadina di 72.000 abitanti che fa parte della regione detta Estremadura. Una realtà che vive secondo i propri ritmi, lontana anni luce dal turismo della capitale e dai suoi fasti. Basti pensare che, negli ultimi 45 anni, la popolazione di Torres Vedras è cresciuta di appena 10.000 unità, dato che ha inciso anche sulla squadra di calcio e sui tifosi.
Ma la Torreense non ha mai avuto grandi pretese. Basti guardare l'Estádio Manuel Marques da 2.431 posti, costruito nel 1926 e rimasto ancora oggi con tre tribune. La vittoria in coppa di Portogallo, però, rischia di cambiare totalmente la storia. Già dalle prossime settimane, la società dovrà trovare un impianto a norma per le gare di Europa League, con il suo nome destinato a invadere le prime pagine dei quotidiani sportivi.
Superfluo, ma necessario, dire che nella rosa della Torreense non compaiono nomi eclatanti. Javi Vazquez, terzino spagnolo di 25 anni con un passato nelle giovanili del Siviglia, è il calciatore più costoso con un valore di 1,5 milioni di euro. La maggior parte dei protagonisti della Taça de Portugal non superano il milione, mentre la percentuale di stranieri sfiora il 77%.
D'altronde il progetto della Torreense è sempre stato multiculturale, con un mix di giocatori africani e sudamericani che rappresentano ancora oggi la spina dorsale della squadra. Staremo a vedere se la qualificazione in Europa porterà grandi stravolgimenti o se non cambierà il Dna di un club davvero affascinante.
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