25 Feb, 2026 - 09:56

Domenico e il trapianto di cuore bruciato, è scontro Napoli-Bolzano: "Il ghiaccio secco fu decisivo"

Domenico e il trapianto di cuore bruciato, è scontro Napoli-Bolzano: "Il ghiaccio secco fu decisivo"

Davanti all'ingresso dell'ospedale Monaldi restano peluche, fiori e bigliettini; segni silenziosi di una vicenda che ha scosso Napoli e non solo. Lo scorso sabato, Domenico, di appena due anni e mezzo, è morto dopo 58 giorni di coma farmacologico a causa di un trapianto di cuore fallito. 

L'organo, arrivato da Bolzano il 23 dicembre, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto: bruciato dal ghiaccio secco usato per conservarlo in un contenitore di plastica. L'inchiesta della Procura di Napoli mira ora a ricostruire l'intera filiera. Mentre gli ospedali coinvolti si scambiano reciproche accuse. 

Il nodo del ghiaccio secco e il trasporto dell'organo

Il cuore destinato al piccolo Domenico era stato espiantato da un paziente compatibile all'ospedale San Maurizio di Bolzano e affidato all'équipe napoletana per il trasporto. Secondo quanto emerso finora, il contenitore utilizzato - simile a un comune box frigo, non sigillato - non sarebbe però stato idoneo. Così come il ghiaccio utilizzato, secco anziché tradizionale, in grado di raggiungere temperature troppo basse per consentire un'adeguata conservazione dell'organo, le cui funzionalità sarebbero state compromesse.

Il reciproco scambio di accuse tra Napoli e Bolzano 

Per gli inquirenti, l'inserimento del ghiaccio sarebbe stato un passaggio "determinante nella causazione del danno". In una relazione inviata al Ministero della Salute, il Dipartimento di Prevenzione sanitaria e salute della provincia autonoma di Bolzano si è difesa evidenziando "criticità operative a carico del team di prelievo proveniente da Napoli".

Dal Trentino si sostiene cioè che l'iter sia stato corretto e che sia stata la squadra napoletana a presentarsi con materiale insufficiente. La replica dell'Azienda Ospedaliera dei Colli non si è fatta attendere. Così hanno spiegato dai vertici:

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Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l'équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione.

L'audio choc e le analisi sui cellulari degli indagati

I Nas di Trento hanno acquisito all'ospedale di Bolzano l'elenco completo del personale coinvolto - a ogni livello professionale - nelle fasi di espianto e trasporto. Sette, per ora, i sanitari iscritti nel registro degli indagati del fascicolo per omicidio colposo in concorso aperto dalla Procura di Napoli: sei medici e una dirigente del Monaldi. A cui non è escluso che possano aggiungersi presto altri nomi.

Nei prossimi giorni sarà effettuata la copia forense dei cellulari sequestrati e si analizzeranno chat, messaggi vocali e chiamate per ricostruire la sequenza delle comunicazioni prima, durante e dopo il trapianto. Gli investigatori intendono verificare cosa sia avvenuto nelle ore cruciali. Secondo la cartella clinica, il clampaggio dell'aorta sarebbe avvenuto alle 14.18, mentre il nuovo cuore sarebbe arrivato in sala alle 14.30.

Dodici minuti che potrebbero aver cambiato il corso degli eventi. Intanto la madre del bambino ha depositato in Procura un audio del 18 febbraio in cui emergerebbe la "disperazione" del chirurgo che aveva operato il piccolo, il cui vecchio cuore, seppur malato, funzionava. "Era in attesa da 2 anni e poteva aspettare", ha fatto notare l'avvocato di famiglia, Francesco Petruzzi, chiedendo la verità. Si attendono ulteriori sviluppi. 

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