Viaggiavano entrambi all'interno del tram numero 9, deragliato venerdì 27 febbraio 2026 a Milano: la violenza dell'impatto contro la vetrina di un ristorante li ha fatti sbalzare fuori dal mezzo. Ferdinando Favia e Abdou Karim Tourè sono le vittime del terribile incidente avvenuto a poca distanza da Porta Venezia.
Secondo gli ultimi aggiornamenti di Areu, risalenti alla serata di ieri, sono in tutto cinquanta le persone coinvolte: 48 i feriti, di cui due in Rianimazione.
Ferdinando Favia aveva 59 anni: ne avrebbe compiuti 60 tra qualche mese. Imprenditore – risulta titolare di un'azienda che si occupa di servizi marketing e pubblicità, con sede a Vigevano (Pavia) – era sul tram insieme alla compagna, ricoverata in codice rosso al Fatebenefratelli.
Probabilmente l'uomo era seduto in fondo al mezzo: la violenza dell'impatto del tram contro il ristorante lo ha fatto sbalzare fuori ed è morto sul colpo.
Inizialmente si pensava fosse stato colpito mentre attraversava la strada, dato che il cadavere è stato rinvenuto sotto il tram.
Stesso, tragico destino per il 58enne Abdou Karim Tourè, di origini senegalesi e senza fissa dimora: anche lui era un passeggero e, come Favia, è stato sbalzato fuori. Arrivato in condizioni disperate al Niguarda, è morto poco dopo.
Due vite spezzate all'improvviso, in un venerdì che sembrava uguale a tanti altri.
Oltre alle due vittime, secondo i dati di Areu – Agenzia regionale emergenza urgenza– sono 48 i feriti portati in diversi ospedali della città.
Risultano otto pazienti al Policlinico, nove al Fatebenefratelli, otto al Niguarda (tra cui la vittima Tourè), otto al San Carlo, cinque al Sacco, due al San Raffaele, sei a Città Studi e tre a Multimedica. Di questi, 27 sono stati valutati in codice verde.
Tra i ricoverati del Policlinico ci sono i due feriti più gravi, entrambi in Rianimazione. Mentre al Fatebenefratelli, l'ospedale più vicino al luogo dello schianto, è stato trasportato anche un minore.
Mentre proseguono le indagini sull'incidente (la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose), l'autista del tram ha indicato in un malore la causa del disastro.
"Mi sono sentito male", ha raccontato a chi è intervenuto subito sul luogo dell’incidente in via Vittorio Veneto. Per questo non avrebbe attivato lo scambio, saltando anche una fermata prima dello scontro.
L’uomo, portato in ospedale, è stato sottoposto agli accertamenti di rito: il suo cellulare è stato sequestrato. La sua testimonianza dovrà essere confermata dagli accertamenti disposti dalla pm Elisa Calanducci.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *