02 Mar, 2026 - 12:23

Tram deragliato a Milano, indagato il conducente: perquisizioni nella sede Atm

Tram deragliato a Milano, indagato il conducente: perquisizioni nella sede Atm

Aveva dichiarato di essersi sentito male all'improvviso, a causa di un forte dolore al piede sinistro mentre guidava il tram, tanto da avere un mancamento. Il conducente 60enne del tram 9, deragliato a Milano venerdì 27 febbraio 2026 causando due vittime e oltre 50 feriti, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura.

Dalla mattina di oggi, 2 marzo, sono in corso le perquisizioni nella sede dell'Azianda Trasporti Milanesi (ATM) di via Monte Rosa in città. Gli inquirenti stanno sequestrando sia la documentazione relativa al mezzo che le comunicazioni proprio tra l'autista e la centrale operativa.

Tram deragliato a Milano, indagato il conducente

Il conducente del tram 9 era rimasto ferito alla testa nell'incidente: è stato dimesso il giorno dopo dall'ospedale Niguarda con una prognosi di dieci giorni. Agli agenti della Polizia locale intervenuti sul posto e ai medici della struttura ha raccontato di avere avuto un malore. Una "sincope vasovagale", secondo quanto emerso.

"Era diventato tutto nero e ho perso il controllo”, avrebbe riferito.

Un'ipotesi a cui si cerca conferma nei dati oggettivi, come le immagini delle telecamere presenti sul mezzo, ma soprattutto dal sistema di guida che registra diversi dati. 

Gli inquirenti stanno inoltre analizzando anche tabulati telefonici, traffico del suo cellulare e le comunicazioni con la centrale operativa Atm.

Intanto il 60enne, con una lunga esperienza alle spalle e nessun altro incidente prima di oggi, è stato iscritto nel registro degli indagati per disastro ferroviario. Secondo indiscrezioni, tra le ipotesi di reato figurerebbero anche omicidio colposo e lesioni colpose.

Perquisizioni nella sede Atm

Intanto continuano le indagini per fare chiarezza su quanto avvenuto. Gli agenti della Polizia locale stanno eseguendo, su richiesta della pm Elisa Calanducci, un decreto di sequestro della documentazione tecnica relativa al mezzo, modello Tramlink, e delle comunicazioni di venerdì pomeriggio tra il conducente del tram e la centrale operativa Atm.

L'obiettivo è di fare luce sulle motivazioni che hanno portato al deragliamento, sia da un punto di vista ingegneristico che procedurale. 

Bisogna capire quando il conducente si sia sentito male e se ha 'saltato' la fermata precedente per quello o perché priva di passeggeri in attesa o in discesa; ma anche perché, in caso di malore, non si sia attivato il sistema di sicurezza.

Il cosiddetto dispositivo “uomo morto” è un sistema automatico di sicurezza che interviene quando il conducente non è in grado di agire: ciò che non è avvenuto lo scorso venerdì.

Errore sull'identità della seconda vittima: non è Tourè

Dagli inquirenti è intanto arrivata una precisazione sull’identità della seconda vittima dell’incidente, come riporta AdnKronos. Si tratta di un uomo nordafricano, le cui generalità non sono state diffuse in quanto i familiari non sono stati ancora avvertiti.

Abodu Karim Tourè, di origine senegalese, indicato da giorni come deceduto, è invece ricoverato in ospedale in condizioni gravi.

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