Stavano rientrando a casa dal centro commerciale: l'auto su cui viaggiavano è stata travolta da una Toyota Yaris in fuga dalla polizia su via Collatina a Roma. Giovanni Battista Ardovini, di 70 anni, e la madre Patrizia Capraro, di 64 anni, abitavano a Casetta Mistica insieme al figlio Alessio, 41enne. Per loro, purtroppo, non c'è stato scampo.
I tre uomini che hanno provocato l'incidente, di origine sudamericana, sono stati arrestati. Secondo quanto emerso, uno di loro ha precedenti per maltrattamenti e furto in abitazione.
Giovanni Battista Ardovini e la moglie Patrizia Capraro erano pensionati, mentre il figlio di 41 anni, Alessio, lavorava al McDonald's: sono le tre vittime dell'incidente provocato da un'auto in fuga domenica 1 marzo 2026 in via Collatina a Roma.
L'uomo e la donna sono morti sul colpo, mentre il figlio è deceduto dopo l'arrivo in ospedale: era stato estratto dalle lamiere della vettura in gravissime condizioni.
Come riferito da una parente a Il Messaggero, Alessio aveva da poco superato alcuni problemi di salute.
La famiglia viaggiava a bordo di una Fiat Punto. A provocare lo scontro sarebbe stata l'auto su cui viaggiavano i tre uomini di origine sudamericana, che ha invaso la corsia di marcia opposta lungo via Collatina, tra via di Salone e via dell'Acqua Vergine.
Lo scontro ha sterminato la famiglia. Due sono stati trasportati al Policlinico di Tor Vergata e uno all’ospedale Sandro Pertini.
Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale dei Gruppi VI Torri, V Casilino e VII Tuscolano.
Sono in corso le indagini sulla dinamica del terribile incidente, portate avanti dal VI Gruppo Torri della Polizia Locale. L'inseguimento, come ricostruito, sarebbe nato da una segnalazione per spaccio, ed è iniziato all'incrocio tra via Palmiro Togliatti e la Prenestina.
Una dashcam, installata sull’auto della polizia, ha immortalato le fasi finali dell’inseguimento, nonché lo scontro.
Nella perquisizione delle forze dell'ordine sulla Yaris sono stati trovati jammer (ossia dispositivi per bloccare segnali di antifurto, telefoni cellulari e GPS e rendere inefficaci i sistemi di sicurezza) e cacciaviti per lo scasso.
I tre sudamericani sono stati arrestati per omicidio stradale dalla Polizia: uno di loro avrebbe anche dei precedenti. La pm Giulia Guccione contesta anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale, installazione di apparecchiature volte a intercettare o impedire comunicazioni telefoniche, possesso ingiustificato di grimaldelli e la violazione dell’articolo 192 del Codice della strada introdotto dal dl sicurezza, per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, la procura di Roma indaga per omicidio con dolo eventuale dopo la morte della famiglia.
Domani, martedì 3 marzo, la pm conferirà l’incarico per le autopsie, mentre sono attesi i risultati dei test tossicologici sul conducente della Toyota Yaris.
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