Lo avevano già detto i periti Roberto Porta e Daniele Occhetti, che nel 2009 analizzarono il pc di Alberto Stasi per il giudice Stefano Vitelli, che decise per l'assoluzione. La sera prima dell'omicidio, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, approfittando di un momento di assenza dell'allora fidanzato (tornato a casa per controllare come stesse il cane), Chiara Poggi aprì e modificò il file contenente la bozza della tesi di laurea del ragazzo. A confermarlo è la consulenza tecnica prodotta dalla difesa, già depositata alla Procura di Pavia, titolare delle nuove indagini sul delitto a carico di Andrea Sempio.
Secondo l'elaborato, redatto da esperti per gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che difendono Stasi, tra le 21.59 e le 22.09 del 12 agosto 2007 Chiara Poggi revisionò e completò alcune parti dell'elaborato. Spiegano i legali che
Quella che si riteneva "un'attività umana di accesso" era, in realtà, secondo loro, "una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP".
Agli stessi risultati erano arrivati anche i periti Porta e Occhetti. Che avevano quindi messo in luce, come i consulenti di Stasi fanno oggi, che se Chiara lavorò alla tesi di Alberto, i loro rapporti dovevano essere distesi. Una ricostruzione diversa rispetto a quella prospettata dalla parte civile.
Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che assistono i familiari della vittima, avevano presentato qualche settimana fa gli esiti di un lavoro prodotto dagli informatici Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, ipotizzando che la sera prima della sua uccisione Chiara guardò - come categoricamente negato dalla difesa di Stasi - i file porno presenti sul pc del ragazzo. Circostanza che, sempre secondo la parte civile, sarebbe poi stata tra i due oggetto di discussione. Diventando, quindi, il movente del delitto.
Anche la Procura di Pavia, attraverso propri consulenti, sta facendo accertamenti. Prendendo in considerazione anche il computer di casa Poggi, che si trovava in camera di Chiara e che, secondo l'attuale indagato, Andrea Sempio, lui e gli amici del fratello della ragazza erano soliti utilizzare. Non è escluso che al suo interno possano nascondersi elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
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