Si è conclusa con esito positivo la vicenda della scomparsa di Elisa Quattrocchi, la donna di 33 anni di cui si erano perse le tracce da Villalba di Guidonia, nel comune di Guidonia Montecelio, lo scorso 4 febbraio 2026.
Per settimane non si erano avute notizie sulla sua posizione, facendo crescere la preoccupazione tra familiari e conoscenti.
Nelle ore successive alla denuncia erano stati diffusi gli appelli anche attraverso i canali del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV, che aveva pubblicato la scheda con l’identikit della donna per favorirne il riconoscimento.
Secondo le informazioni diffuse nelle settimane precedenti, Elisa avrebbe potuto frequentare diverse zone di Roma, tra cui Torre Angela, oltre ad aree di passaggio come stazioni ferroviarie e fermate della metropolitana.
Tag24 ha raccolto in esclusiva gli aggiornamenti forniti dal Comitato, che ha seguito la vicenda fin dalle prime ore.
«Possiamo confermare che Elisa Quattrocchi è stata ritrovata ed è in buone condizioni», spiegano dal Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV.
«Dopo circa un mese di silenzio e di grande preoccupazione per familiari e conoscenti, la notizia rappresenta un sollievo importante per tutte le persone che hanno seguito il caso».
«Quando una persona scompare per un periodo così lungo ogni giorno aumenta l’ansia, per questo il ritrovamento è sempre una notizia che accogliamo con grande soddisfazione».
«La segnalazione della scomparsa risaliva al 4 febbraio, dopo l’allontanamento da Villalba di Guidonia», sottolinea il Comitato.
«Nel corso delle settimane sono stati diffusi diversi appelli e l’identikit della donna è stato condiviso su numerosi canali per favorire eventuali segnalazioni».
«Tra gli elementi utili al riconoscimento erano stati indicati anche i tatuaggi distintivi presenti sul corpo della donna».
«In questi casi la diffusione tempestiva delle informazioni può aiutare a ricostruire gli spostamenti e accelerare le ricerche».

«Ringraziamo le autorità competenti per il lavoro svolto e tutte le persone che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sul caso», spiegano dal Comitato.
«La collaborazione dei cittadini resta uno degli strumenti più importanti nelle ricerche di persone scomparse».
«Condivisioni, segnalazioni e attenzione sul territorio possono fare realmente la differenza».
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *