“Non vogliamo che all’Italia succeda quel che è accaduto al ministro della Difesa: ritrovarsi in guerra senza neanche accorgersene.”
Elly Schlein scalda i motori in vista dell’informativa di domani – mercoledì 11 marzo – di Giorgia Meloni alle Camere sulla crisi iraniana. Lo fa dalle colonne del quotidiano “La Repubblica” in un’intervista pubblicata oggi, in cui non risparmia critiche alla presidente del Consiglio e al governo.
La segretaria dem parla anche del Referendum sulla giustizia (22-23 marzo) e del video postato ieri da Meloni sui suoi canali social per sostenere le ragioni del sì, avvertendo la premier: in qualsiasi momento si dovesse ritornare alle urne per eleggere il nuovo governo il centrosinistra è pronto per la sfida.
La segretaria del Pd Elly Schlein annuncia che chiederà chiarimenti alla premier Giorgia Meloni sul ruolo del Paese nel conflitto e sull’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti.
Schlein apre però alla possibilità di un confronto, a determinate condizioni:
Parole che anticipano uno scontro politico acceso anche sul piano dei rapporti internazionali:
La crisi iraniana con le sue ripercussioni non è l’unico argomento ad infiammare il dibattito politico italiano.
A tenere banco è anche il velenoso scontro sul Referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia che nelle ultime ore ha raggiunto nuovi picchi di acredine dopo le dichiarazioni della capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi.
A meno di due settimane dalla celebrazione del referendum è scesa in campo anche Giorgia Meloni che ha ieri ha postato in video in cui ha spiegato – in 13 minuti – perché votare sì per la riforma della magistratura.
Parole fortemente criticate dal centrosinistra. Per Elly Schlein, Giorgia Meloni se “ha trovato 13 minuti per portare acqua al mulino del sì, può trovare altri 13 minuti per intervenire sulle accise come le abbiamo suggerito noi, o per spiegare cosa significa che “non condanna né condivide” la guerra illegale di Trump e Netanyahu?".
Per Schlein "c’è un disegno della destra: concentrare tutto sull’esecutivo. Hanno sempre visto i contrappesi costituzionali come un freno, un fastidio. Peccato però che siano il sale della democrazia".
Difendendo la magistratura dalle accuse di impedire all’esecutivo di governare il Paese, la segretaria dem ha sottolineato:
Evidenzia Schlein che poi affonda la critica:
La segretaria del Pd ha dichiarato in diverse interviste che in caso di vittoria del No al Referendum non chiederà al governo di dimettersi, ma avverte la presidente del Consiglio: in caso di elezioni anticipate il centrosinistra è pronto a batterli alle urne.
E quando le viene chiesto del nodo della premiership della coalizione la segretaria dem ha glissato, dichiarando:
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